Roma festeggia il 2 giugno con sobrietà nonostante i tagli alle spese dello stato

Domenica 2 giugno 2013, Roma si concede una Festa Nazionale della Repubblica con corona di alloro, sfilata militare e niente Frecce Tricolore, sobria, contenuta, ma soprattutto salva, dai tagli delle ben note esigenze di contenimento della spesa pubblica che annullano parecchi festeggiamenti militari, ma noi non lo saremo da chiusure e deviazioni della mobilità.

In città sono già iniziati i preparativi per il cerimoniale del LXVII anniversario della proclamazione della Repubblica, che domenica 02 giugno torna a deporre la corona d'alloro al Milite Ignoto presso l'Altare della Patria, e sfilare in parata militare lungo via dei Fori Imperiali, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, senza le Frecce Tricolore, e quei piloti dell’aeronautica militare che per consolarsi del mancato volo su Roma, si concederanno l'ebrezza delle montagne russe al Rainbow MagicLand.

La storica parata che ha sfilato in onore della Repubblica per la prima volta nel giugno del 1948, e dal 1950 compare nel protocollo delle celebrazioni ufficiali, sarà sobria a causa e nonostante delle ben note esigenze di contenimento della spesa pubblica, restando una delle poche salvate dai tagli e la ridefinizione delle modalità di celebrazione degli anniversari delle singole Forze armate, corpi armati e non dello Stato.

Una sobrietà che detta i limiti della rassegna militare per la Festa Nazionale della Repubblica, i caratteri dell'incontro in Quirinale con i rappresentanti del Corpo Diplomatico, di tutte le istituzioni e di significative espressioni della società civile, e l'annullamento del ricevimento al Quirinale del 1° giugno, e del volo delle Frecce Tricolore, fissando la deposizione della corona d'alloro alle 9:15, la Rivista militare ai Fori Imperiali alle 10:00 e l'apertura al pubblico dei Giardini del Quirinale, dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Le stesse esigenze di contenimento e sobrietà della spesa pubblica, che riducono i festeggiamenti delle Forze armate del 4 novembre ad una breve cerimoni in piazza Venezia di fronte all'Altare della patria, con il Capo dello Stato che rende omaggio ai caduti alla presenza dei reparti in armi.

Soprattutto i tagli, con i quali il presidente del Consiglio dei ministri, su analoga indicazione del capo dello Stato, annullano i festeggiamenti del 16 maggio per la polizia in piazza del Popolo e nelle piazze di molte città il 18 maggio; del carosello dei carabinieri previsto per il 5 giugno a piazza di Siena; dell'appuntameto della Guardia di finanza allo allo Stadio dei Marmi del 20 giugno.

Tagli che si estendono gli anniversari dell'Esercito, della Marina militare, dell'Aeronautica, le ricorrenze della Protezione civile e della Guardia forestale e i raduni dei vigili del fuoco, già programmati per estendere i festeggiamenti ai cittadini, ora ristretti alle proprie strutture.

Tutti "soldini" (si fa per dire) che si potevano risparmiare anche prima di tagliare i fondi per la benzina di volanti, gazzelle, pantere e parco auto in divisa, insieme ai servizi al cittadino, e gli stipendi di chi rischia la vita tutti i giorni sulle strada, senza toccare i privilegi o le pensioni esorbitanti di tante 'divise illustre', pagate per aver speso una carriera a giocare alla guerra (e rovinare tante vite) nella stanza dei bottoni.

Un contenimento “necessario” che comunque non ha tardato a sollevare le perplessità espresse da Nicola Tanzi, segretario del Sap, ovvero del maggior sindacato di polizia


«Siamo consapevoli della necessità di non sprecare, ma questo non è il modo per dare segnale di risparmio. Torniamo indietro con i tempi. La caratteristica di queste feste era quella di stare tra la gente e con la gente. Lo scopo era compiere un'immersione nel sociale per far conoscere la realtà del nostro lavoro. In molti casi avevamo anche la disponibilità di alcuni sponsor che potevano sopperire alla necessità di effettuare tagli rispetto all'esborso dei vari ministeri. Adesso speriamo almeno di poter aprire le porte di commissariati e caserme ai ragazzi delle scuole».

La 'sobrietà' del 2 giugno comunque non ci risparmierà i provvedimenti che prevedono un piano alternativo per il trasporto pubblico, a partire dalle 22 di giovedì alle 7:30 di venerdì, quando via Cristoforo Colombo tra via Laurentina e viale di Porta Ardeatina, in entrambe le direzioni, nelle sole carreggiate centrali, sarà occupata dai convogli militari per le prove di parata, nel tratto compreso e per il tempo necessario al passaggio dei reparti.

Venerdì dalle 2 alle 5, quando per le stesse ragioni chiudono al traffico piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità, via della Greca e via del Circo Massimo, deviando su percorsi alternativi le 16 linee bus: N2, N3, N4, N5, N6, N7, N8, N9, N10, N11, N12, N15, N18, N19, N20 e N25.

Ragioni di sicurezza infine chiudono la stazione della metro B di Colosseo, dove i treni passano senza fermarsi, dalle 5.30 di domenica sino a cessate esigenze, entro le 00.00 di domenica saranno sgomberati tutti i veicoli in sosta lungo tutto il percorso interessato alla parata e tutta piazza di Porta Capena. Via dei Fori Imperiali sarà interdetta al traffico per l'intera giornata con la conseguente deviazione lungo il consueto itinerario festivo delle linee 75, 80, 85, 87 e 175.

Soppressi i capolinea di piazza Venezia e via del Teatro Marcello, dalle 7 alle 13 resterano chiuse al traffico anche viale delle Terme di Caracalla, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, piazza Venezia, via del Teatro Marcello, via Petroselli, piazza Bocca della Verità, via del Circo Massimo e piazza di Porta Capena.

Le deviazioni o limitazioni dei percorsi interessa quindi nelle stesse ore i bus dell 33 linee: 3, C3, H, 40, 4F, 46, 60, 62, 63, 64, 70, 75, 80, 80B, 81, 83, 85, 87, 118, 119, 130F, 160F, 170, 175, 190F, 492, 590, 628, 673, 715, 716, 780 e 916F.

Dalle 7 di domenica restano interdetti alle visite turistiche le aree archeologiche del Colosseo, Fori Imperiali e Mercati Traianei, l'Altare della Patria e il Museo Sacrario delle Bandiere presso l'Altare della Patria.

Per lo smontaggio delle strutture della Parata, via dei Fori Imperiali resterà chiusa nel tratto tra largo Corrado Ricci e piazza Venezia, anche dalla mezzanotte di domenica alle 5 del mattino di martedi. Pertanto da inizio servizio a fine servizio di lunedì 3 maggio saranno deviate le linee 53, 80, 85, 87, 175, 186, 271, 571 e 810.

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