Roma criminale: tre omicidi in un giorno

Su Roma ripiomba il clima di un anno e mezzo fa, quando omicidi (per lo più irrisolti), spari e agguati, erano all'ordine del giorno e della notte.

Mentre qualche romano aspetta di tornare a votare per scegliere il proprio sindaco, la città ritrova il sangue e gli agguati della malavita.

Il primo morto della giornata è Claudio D’Andria, pensionato di 62 anni, conosciuto dalle forze dell’ordine per piccole storie di droga, dalle quali era uscito però pulito. E' stato ucciso in mattinata con una calibro 7,65 mentre portava a spasso i cani a Tor Sapienza.

Poi, a Focene, verso Fiumicino, Giampiero Rasseni è stato ammazzato con un colpo alla testa sull’uscio di casa, mentre nell'abitazione c’erano la moglie ed il figlio di 10 anni che hanno sentito lo sparo. Anche per lui piccoli precedenti, era un tossicodipendente.

Il terzo ed ultimo agguato (per ora) è avvenuto subito dopo, intorno alle 19.40, in pieno centro ad Anzio, a qualche centinaio di metri dal commissariato, in corso Italia. Due ragazzi ventenni sarebbero stati colpiti da un loro coetaneo, poi fuggito. Uno dei due è morto sul colpo, mentre il secondo è rimasto ferito. Si parla di una lite maturata nell’ambiente della criminalità locale.

Ecco fatto. Ottimo scenario per le elezioni. Le istituzioni insistono che non esiste un gruppo organizzato locale, cittadino, stile Banda della Magliana, ma una serie di mafie che controllano i settori della mala. Il narcotraffico su tutti, ed una forte ascesa del gioco clandestino e della conseguente usura.

Sul litorale convivono diversi gruppi organizzati. Qui da trent’anni è attiva una locale di ‘ndrangheta, retta dalla famiglia dei Gallace-Novella, originaria di Guardavalle, sullo Ionio. Ci sono poi i Casalesi, già attivi fin dalla fine degli anni Ottanta.

Dentro la città, la presenza delle cosche punta ai locali del centro, dove è possibile riciclare facilmente. Ricorderete la storia del Café de Paris, controllato dalla famiglia Alvaro, a sua volta alleata a Roma con la potente famiglia Sinti dei Casamonica. O quella del Caffè Chigi, a pochi metri dal governo.

Insomma nessuno si stupisce per questo sistema marcio da decenni. Magari è il contrario. A volte ci si chiede perché arrivano i sequestri, gli arresti, e quindi gli omicidi. Perché ora?

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