Gay Pride, il Comune nega il patrocinio

Il Gay Pride del 2009 non avrà il patrocinio del Comune perché si tratta di una manifestazione "di tendenza". Ne ha dato annuncio Gianni Alemanno: "Ci sono molte richieste specifiche - ha spiegato il sindaco - che possono essere condivise o non condivise. Faremo il possibile perché si svolga in maniera tranquilla con tutto il supporto dei servizi comunali come per tutte le manifestazioni. Il patrocinio va dato quando non si tratta di manifestazioni di tendenza ma che danno voce a tutte le idee e i punti di vista e nel caso del Gay Pride non è così".

Paolo Masini del Pd la pensa diversamente: "In tutte le grandi Capitali europee il Gay Pride viene sostenuto dalle istituzioni, che vedono nella manifestazione una straordinaria opportunità di promozione della città". E sempre dai democratici viene sollevato un interrogativo: perché Alemanno concede il logo del Comune alle iniziative organizzate da Casa Pound e nega il patrocinio al corteo per i diritti degli omosessuali? Da Fabrizio Marrazzo, presidente dell'Arcigay, arriva una proposta: "Invitiamo il sindaco di Roma a prendere parte alla manifestazione del Gay Pride. Così facendo, si renderebbe conto che non si tratta di una manifestazione di parte, ma sui diritti e le libertà di tutti. Vedrebbe di persona delle istanze della comunità lesbica, gay, trans e delle persone che partecipano al corteo, al di fuori di ogni colore politico. Crediamo che la conoscenza di questo evento può far capire che determinate tematiche sono patrimonio di tutti, in particolare nel 2009, anno in cui si celebrano i 40 anni del movimento lesbico, gay e trans".

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