Marcia a Roma diritto alla casa. Traffico Tiburtino-Nomentano in tilt. Ma forse un passo in avanti

Diritto alla casa, a un reddito di sostegno. Occupazioni di stabili vuoti da parte delle categorie più disagiate. La manifestazione per il diritto alla casa, che si è svolta ieri mandando in tilt il traffico in zona Tiburtina, Castro Pretorio e Nomentana includeva tutti questi temi e anche di più.

Tanta emotività e tanta rabbia, sicuramente, che ieri è sfociata a Roma nella manifestazione dei Movimenti per il diritto all'abitare che ha portato anche ad atti dimostrativi eclatanti. Come l'imbrattamento di uno dei simboli identificati come “responsabili” di questa situazione: le filiali di una banca. Si è trattato in questo caso di due sedi di Unicredit, imbrattate rispettivamente di vernice rossa e bianca: in viale delle Province e viale Ippocrate.

Filiali presenti in piena zona universitaria, visto che la Sapienza è a due passi. E alcuni manifestanti, lì nei pressi, hanno occupato la sede di Laziodisu in via Cesare De Lollis, e altri hanno attaccato uno striscione con su scritto “Acer vi sfrattiamo”.

D'altronde i manifestanti hanno chiesto a gran voce una sola cosa: diritto a una sede in cui vivere. E che la politica torni soprattutto ad occuparsi di loro, di categorie disagiate che in città non campano più.

In tilt le linee di trasporto pubblico e il traffico nella zona, verso il Policlinico e Castro Pretorio e dall'altro lato vero via Piave piazza Fiume e via Nizza. ”Occupato” simbolicamente anche il piazzale di Porta Pia, mentre gli agenti erano schierati davanti la sede, in via Nomentana, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Durissima è arrivata la reazione del sindaco Alemanno:

"I movimenti cosiddetti antagonisti stanno cercando di condizionare la nostra campagna elettorale con ripetuti atti di violenza e illegalità, di fronte a cui tutte le forze politiche devono prendere nettamente posizione. Chiedo al Prefetto e al Questore di intensificare tutte le azioni di contrasto contro il fenomeno delle occupazioni abusive e contro chi utilizza l'illegalità e la violenza come strumento di lotta politica”.

Ma il problema purtroppo, al di là di estremismi mai condivisibili e delle dichiarazioni della politica, rimane davanti agli occhi di tutti. Con un piccolo passo in avanti, forse, come informano gli organizzatori: “Nel tardo pomeriggio, quando l'assessore regionale alla Casa Refrigeri e il ministro alle Infrastrutture Lupi hanno concordato l'apertura di un tavolo inter-istituzionale già fissato per il 22 maggio, comunicandolo ai movimenti di lotta ancora mobilitati sotto al ministero. All'incontro inter-istituzionale governo / regione Lazio seguirà – ha ufficializzato lo stesso Refrigeri – un nuovo incontro fra i movimenti per il diritto all'abitare ed il governo regionale, anche con la presenza dell'assessore al Bilancio Sartore”.

Insomma, continua il coordinamento che annuncia una nuova mobilitazione del genere per il prossimo ottobre, “questa è l'ora dei fatti: né i tentativi di criminalizzazione del movimento né le minacce di sgombero potranno avere la meglio su chi ha la necessità di riconquistare reddito e vita, ed è disposto ad andare fino in fondo per riprendersi direttamente ciò che gli viene negato”.

Via | Repubblica

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