Sposarsi a Roma: come scegliere la chiesa

Inauguriamo oggi una serie di appuntamenti con l’unico business che non conosce crisi: quello del matrimonio! Se non avete ancora fatto il grande passo è bene che sappiate che per tutto il periodo di preparativi che vi porterà al giorno in cui vi trasformerete in signore o signora, l’economia non vi considererà solo un consumatore, ma un pollo da spolpare fino alle ossa…

E anche se ve l’hanno già detto migliaia di volte, non credo proprio abbiate idea di quello che vi aspetta: anche se volete fare una cosa semplice, per pochi intimi, infatti, c’è sempre quel piccolo dettaglio che vi sfuggirà e che la società, complice internet, vi farà apparire come indispensabile alla riuscita della giornata.

La prima cosa da fare – è per questo che gli dedico un intero post – è scegliere la chiesa. Innanzitutto un appello: se non siete credenti, vi dichiarate atei, agnostici o pagani, non fatevi convincere da vecchie nonne che altrimenti, poi, si dispiacerebbero: sposatevi altrove. Nonostante, infatti, sia possibile trovare sacerdoti compiacenti che, ahimè, riuscirebbero a condurvi all’altare anche senza corso obbligatorio o addirittura Cresima, lasciate perdere: il Comune di Roma ha diverse sale niente male che potrebbero fare al caso vostro. Con buona pace di nonna che prima o poi se ne farà una ragione (suvvia, il regalo ve lo farà lo stesso!).

Se siete cattolici tiepidi (cioè avete ricevuto i sacramenti e magari in qualche anno fortunato siete andati a Messa a Pasqua e a Natale) allora prendetevi il periodo del corso prematrimoniale come un momento di riflessione per voi, per vedere se Dio è talmente importante nella vostra vita da volere la sua benedizione nel giorno più importante, oppure no. Il suggerimento è di iniziare il corso per tempo, magari appena inizia a balenarvi il ghiribizzo che un giorno o l’altro potreste anche sposarvi (ovviamente dovrete essere almeno fidanzati): probabilmente la vostra parrocchia ne organizza uno o due all’anno.

Quindi, eravamo alla scelta della chiesa: a Roma siamo pieni di basiliche e chiese da matrimonio stupende, ma sono anche piene di fila, perché nonostante ce ne siano – appunto – decine, la gente comune conosce le solite 7-8 e si riversa immancabilmente lì, tanto che il Vicariato da qualche tempo a questa parte ha vietato di creare liste d’attesa che superino l’anno! Insomma, se volete pronunciare il vostro sì in un caldo sabato di giugno, magari al tramonto, siete giusto in tempo… per il 2014!

Il mio consiglio è di essere originali e fare una scelta di campo: sposatevi in parrocchia, la vostra, quella del futuro marito o quella nella cui competenza ricade la casa dove andrete ad abitare: vi assicuro che anche le moderne chiesette di periferia possono apparire splendide con l’addobbo giusto, scegliendo accuratamente il colore della tappezzeria e la nuance dei fiori! Oppure, se la modestia non è la proprio la chiave di lettura che volete dare al vostro evento, potete scegliere una bella chiesa storica seguendo il criterio della dedicazione, cioè in base al Santo cui è intitolata e al quale - magari - siete particolarmente devoti.

Comunque, se proprio ci tenete alla chiesa monumentale, soprattutto se si trova in centro storico, tenete presente gli orari di chiusura dei varchi e il calendario per eventuali manifestazioni che potrebbero rendervi la cerimonia impossibile. Io tre anni fa sono andata al matrimonio di un amico che sposava in una bellissima chiesetta al Celio… il giorno della maratona di Roma! Lui è riuscito ad organizzare una sorta di servizio-navetta con pullman per noi invitati, ma non è detto che tutti abbiano lo stesso budget.

Splendida nella sua semplicità e nella sobrietà del romanico è, a mio giudizio, San Giorgio in Velabro, e si rivelerebbe una scelta neppure troppo scomoda, in quanto fuori dai varchi e con il piccolo parcheggio davanti all’Arco di Giano. Però è tra le più gettonate e solo la prima sposa che conferma ha facoltà di scegliere il colore della tappezzeria, inoltre sul sagrato non si possono lanciare né petali di rosa né coriandoli.

Una chiesa importante e di sicuro impatto è Santa Maria in Domnica alla Navicella, con la sua splendida facciata rinascimentale, mentre sempre in centro storico io non sottovaluterei neppure SS. Cosma e Damiano, meno affollata e con quei mosaici sulla volta davvero impareggiabili. Anche il Celio ci offre diverse alternative, come la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sfarzosa e a due passi da Villa Celimontana, oppure Santo Stefano Rotondo, che farà impazzire il vostro fotografo appresso ai problemi di prospettiva. A proposito di chiese rotonde, se vi gusta l’idea, negli anni Settanta era molto in voga anche Santa Costanza (si sono sposati lì anche i miei genitori), ma ve la sconsiglio se non siete di quel quadrante della città (la Nomentana può essere molto trafficata) e perché si tratta di un mausoleo (de gustibus).

Se invece siete esattamente del lato opposto di Roma, il mio consiglio spassionato è di pensare a San Giovanni a Porta Latina, davvero fuori mano, cosa che eviterà turisti e curiosi vari, oppure a Santa Croce in Gerusalemme, dove sono conservati alcuni chiodi della croce di Gesù. Quest’ultima è una chiesa parrocchiale, quindi potreste anche risparmiare qualcosina.

Un po’ troppo barocca secondo me, ma comunque ricercata Santa Maria in Ara Coeli ultimamente tornata sotto i riflettori (guarda caso) per il matrimonio dorato di Valeria Marini, ma allora, se vi piace seguire le orme di vip e pseudo tali, io rilancio con Santo Spirito in Sassia con il suo ingresso ad angolo non lontano dal Vaticano, ma in una zona dove in alcuni orari si può ancora parcheggiare senza troppi problemi. Qui, qualche hanno fa, si sono detti sì Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci.

Appena fuori dal centro storico, se cercate lo scorcio scenografico anche per la Messa nuziale e per le foto immediatamente successive, la scelta non potrà che ricadere sull’incantevole piazzetta di Santa Cecilia a Trastevere o sul panorama mozzafiato del Gianicolo che si gode appena usciti da San Pietro in Montorio. Entrambe sono scelte che il vostro fotografo, soprattutto se è esperto di reportage, potrebbe valorizzare al meglio.

Concludiamo questo breve e appassionante elenco di bellezze con le chiese dell’Aventino. Qui, come si dice, dove cadete, cadete bene, a partire dalla superba Santa Sabina (nella foto sotto il titolo), che io eviterei solo se il vostro numeri di invitati è limitato perché è davvero enorme e dentro ci si perde, oppure Sant’Anselmo con il suo quadriportico imponente. Vi sembrerà di stare in campagna, invece, se deciderete per Sant’Alessio, con il suo viale alberato che dovrete percorrere prima di fare ingresso in chiesa, mentre Santa Prisca è una delle più antiche. Infine, atmosfera raccolta anche a San Saba, che si trova un po’ più defilata dal circuito ma non per questo è meno bella.

Per oggi mi fermo qui, ma non prima di avervi detto una cosa che – lo so già – ripeterò fino alla noia: nella scelta della chiesa, come di tutto ciò che servirà a rendere il vostro giorno speciale davvero unico e inimitabile, ascoltate solo voi stessi e nessun altro. Un matrimonio è davvero riuscito, infatti, solo se tutto è davvero conforme al gusto degli sposi. Anche gli invitati si accorgeranno della differenza.

Foto | Flickr

Sposarsi a Roma: le chiese

San Giorgio in Velabro
La faccaiata di San Giovanni a Porta Latina
Lo splendido mosaico di SS. Cosma e Damiano

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