Elezioni comunali 2013 Roma - I programmi e il dibattito di Alemanno, De Vito, Marchini e Marino

Dopo Piazza pulita in tv, facciamo il punto sulle campagna elettorale degli aspiranti sindaci di Roma, Alemanno, De Vito, Marchini e Marino (in ordine alfabetico), in corsa per le Elezioni comunali 2013.

Roma 1960 - La Piazza del Capidoglio disegnata da Michelangelo,  con la statua equestre di Marco Aurelio

La dilagante e capillare campagna elettorale, che infuria da settimane per le Elezioni comunali del nuovo sindaco di Roma e di tutta la sua giunta, non dovrebbe lasciare molti dubbi sui programmi e la filosofia adottati dai candidati.

Anche gli animi più candidi e disattenti sanno ormai che gli sfidanti si giocheranno l'arena di Roma, purtroppo senza leoni, brandendo il vessillo della trasparenza, l'emergenza della casa, il gettone del turismo, il bonus dei costi della politica, le piaghe della mobilità, il randello dell'IMU, anche se a Roma ci aspettiamo più una pioggia di rane che una bella falciata di corrotti, truffaldini, incapaci e bugiardi.

Gli ultimi dubbi a questo proposito, dovrebbero essere scomparsi con la Piazza Pulita televisiva di ieri sera, andata in onda su La7, e i programmi, i battibecchi e il confronto tra i quattro candidati, Gianni Alemanno, Marcello De Vito, Alfio Marchini e Ignazio Marino (in ordine alfabetico) giocato in 90 secondi a testa per ogni risposta, con la conduzione di Formigli.

Qualora avesse voglia di considerazioni e impressioni sulle prestazioni televisive del telegenico Marchini, del tecnico Marino, il più acerbo De Vito con appunti alla mano, e del baldanzoso Alemanno, nonostante i 'fatti e misfatti' sotto gli occhi di tutti, potete dare uno sguardo anche a quelle dei nostri colleghi di Polis, mentre io ne approfitto per fare il punto sui programmi, a partire dall'IMU, perché da quella hanno iniziato.

IMU

La posizione di Alemanno a questo riguardo è chiara da tempo, e all'abolizione della tassa sulla prima casa per 376mila famiglie con un reddito inferiore a 15 mila euro l'anno e con parenti disabili, pari ad un terzo di quelle romane, aggiunge la disponibilità all'abolizione completa.

De Vito punta all'abolizione totali puntando a tirare fuori i soldi dalla razionalizzazione delle municipalizzate e dalla riduzione degli sprechi.

Marchini propone l'aggiornamento dell'estimo catastale, l'applicazione di una tassazione progressiva, con taglio dello 0,3% dell'addizionale Irpef.

Marino propone la revisione del metodo di calcolo da applicare sul reddito reale e non sul valore catastale.

Emergenza Casa

Alemanno lancia la presunta razionalizzazione dei costi dei residence.

De Vito, il primo a rispondere, condanna le amministrazioni, l'illegalità e le occupazioni, proponendo l'utilizzo delle case vuote, la riqualificazione del patrimonio del Comune, gli eventuali sgomberi da valutare a seconda dei casi.

Marchini ribadisce la fine dell'emergenza in sei mesi, con l'abbattimento della tassazione sugli immobili, la riduzione delle tariffe delle utenze (acqua, gas e luce, a carico del Comune), la creazione di un fondo per mutui e affitti,.

Marino promette “700 euro a ogni famiglia senza casa perché possa affittarne una”

Mobilità

Alemanno elenca l'allargamento della Tiburtina, della Prenestina bis, della Roma-L'Aquila e Boccea (di competenza della Provincia), insieme al tentativo di rendere più credibile Roma Tpl.

De Vito punta su metro leggera, car sharing, bike sharing e semafori intelligenti.

Marchini propone bus elettrici in periferia e una nuova regolazione dei flussi.

Marino propone cura del ferro, parking, abbonamenti economici e percorsi ciclabili.

Trasparenza

Alemanno liquida parentopoli e lo scandalo Mancini con un "Ci siamo costituiti parte civile in tutti i processi. Chi ha sbagliato pagherà", ma non risparmia attacchi agli altri candidati.


"Visto che fanno gli scienziati, voglio chiedere a Marino se conosce questa lettera dell'università di Pittsburgh? Ti sei dovuto dimettere perché hai fatto pagare due volte dei conti correnti. O vogliamo parlare delle dimissioni dal Senato? Sei senatore o no? O hai avuto 20.000 euro lordi anche questo mese? E Marchini che dicevi al Fatto che pagavi i conti del Pd?".

Marchini risponde che ne va orgoglioso.

Marino che la questione, definita da un processo, è classificata come un episodio di diffamazione, aggiungendo che le dimissioni al Senato le ha presentate, ma l'iter e la votazione non dipendono da lui.

Spese elettorali

Alemanno dichiara di aver speso sino ad ora 700.000 euro, raccolti dai suoi sostenitori durante una cena elettorale.

De Vito annuncia spese sotto i 10.000 euro.

Marino ha speso sinora 200.000 euro, raccolte dai donatori.

Marchini ha tirato fuori, quasi tutti di tasca sua, 600.000 euro.

Per i saluti finali

Alemanno: "Tutti hanno visto che io sono stato in mezzo alla gente, mi sono battuto, ho cercato di affrontare i problemi, ho commesso errori sicuramente ma siamo stati in mezzo alla gente. In questi cinque anni abbiamo salvato Roma dal buco di bilancio e dalla crisi economica, adesso con la nostra esperienza e i nostri progetti possiamo portare Roma fuori dalla crisi. Io sono orgoglioso di Roma".

De Vito: "Cari concittadini con il Movimento 5 Stelle l'onesta andrà di moda. I partiti tradizionali hanno fallito. Noi non siamo professionisti della politica e ne siamo ben contenti. Siamo normali cittadini, liberi e non dovremo rispondere a nessuna lobby economica o di potere. Abbiamo un'ottima squadra di candidati e cambieremo questa città".

Marchini: "Il nostro voto è l'unico voto utile perché è l'unico voto di rottura di un consociativismo. Indipendentemente dal fatto che si possa vincere o meno noi saremo determinanti per il futuro di queste elezioni. Credo di essere in grado di aiutare Roma a trasformare problemi in opportunità".

Marino: "sogna una città a misura di bambino, senza barriera architettonica. Roma ha bisogno di cambiare sindaco e di passare dall'Io al Noi"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail