Negozi vs bancarelle, a Roma è boom di ambulanti. Soprattutto di abbigliamento

Effetto collaterale della crisi: invece che varcare la soglia del negozio, prima di un acquisto (soprattutto di vestiario) si sbircia sul “banchetto”. Che magari, guarda caso, è posizionato proprio poco lontano dalle vetrine dove eravamo diretti a fare shopping.

E' così che le vetrine si svuotano, si moltiplicano le chiusure, le svendite di fine attività, e gli esercenti lanciano l'allarme estinzione: il 20% dei negozi di abbigliamento sarebbe vittima della presenza di ambulanti (aumentati, nel settore, del 30-50%) come denuncia Massimiliano De Toma (Federabbigliamento).

Il 50% delle “bancarelle” vende proprio vestiti, infatti, come conferma anche Confesercenti. Dove li troviamo? A parte che in centro storico, e soprattutto davanti ai monumenti più visitati, pullulano in particolare nei pressi delle stazioni, oltre che naturalmente nei mercati rionali, a dire che oltre noi romani, forse anche turisti e pendolari approfittano di questo tipo di shopping.

Di ambulanti, ce ne sono in tutta la Capitale, continua Confesercenti, 7500 (di cui un migliaio non regolari) e sono in vertiginoso aumento, 970 in più registrate negli ultimi tre anni. Probabilmente moltissimi provenienti anche da altre parti d'Italia o comunque nel Lazio, visto che l'affare, nella Capitale, conviene.

Si tratta infatti di un business che campando sulla necessità di risparmiare di noi cittadini, sembra anche remunerativo, come conferma anche Confesercenti, che ha fatto anche i conti in tasca agli ambulanti: secondo le loro stime, potrebbero arrivare a guadagnare anche mille euro al giorno, soprattutto se posizionati strategicamente in centro.

Voi vi fidate a comperare vestiti sui banchetti? O privilegiate altri generi (trucchi, accessori, scarpe, alimentari?).

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