Gita fuori porta: a Montalto di castro per la sagra dell’asparago

Ci spingiamo in Maremma, quasi al confine con la Toscana, questo fine settimana, per partecipare alla decima edizione della sagra dell’asparago verde a Montalto di Castro. Questa nobile verdura, che nel 2003 ha ottenuto il primo (e finora unico) riconoscimento conferito a un prodotto italiano dall’organismo internazionale Dnv, viene da allora celebrata in un appuntamento organizzato dal Comune sulla foce del Fiora, dalla Camera di Commercio di Viterbo e dalla pro loco di Pescia Romana.

Un weekend in cui l’asparago verrà declinato in tutte le maniere possibili, a conferma della propria versatilità nell’accompagnamento sia di preparazioni a base di carne che a base di pesce: prova ne sono le farfalle asparagi, salsicce e pachino, e il risotto salmone e asparagi proposti negli stand gastronomici. Se non ne avete abbastanza, ecco a voi anche le lasagnette asparagi e funghi, la minestra di fagioli fatta in casa con la pasta ‘pelosa’, e le penne al ragù per chi non vuole osare.

Non mancano gli appetitosi secondi, con la sella di vitello agli asparagi, le costolette e lo stinco alla brace sfilettato al finocchietto e, per concludere (stavolta senza asparagi), contorni e dolci della tradizione a volontà. Per ciò che riguarda il fronte intrattenimento, sono previsti artisti di strada, laboratori ludici e didattici per i più piccini, mentre i grandi si diletteranno con le bancarelle stracolme di prodotti dell’artigianato locale e con la mostra di cani di razza e meticci che durerà entrambi i giorni. Ambedue, poi, saranno spettatori incantati degli spettacoli dal vivo con tanto di fuochi pirotecnici o potranno scoprire il centro storico di Montalto a bordo dell’apposito trenino.

Castrum Montis Alti, questo il nome originario della cittadina, fu fondato dal re dei Longobardi, Desiderio, nell’VIII secolo. Di monumenti storici interessanti se ne trovano molti: il Palazzo a Strisce, di edificazione incerta, e la torre, pare costruita da Leone IV nel IX secolo per difendersi dai saraceni e poi più volte distrutta, ricostruita e rimaneggiata fino all’attuale ‘versione’ ad opera dei Farnese.

Se invece preferite immergervi nel verde senza rinunciare alla storia, fa per voi il Parco archeologico di Vulci, poco lontano e raggiungibile con una comoda navetta, in cui tra l’altro si trova il celeberrimo Ponte dell’Abbadia, che leggenda vuole sia stato tirato su dal diavolo in persona in una sola notte.

Foto | Flickr

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