Gita fuori porta: a Nepi per la Sagra del pecorino romano

Inchiniamoci tutti davanti al re dei formaggi: il pecorino romano, perché questo fine settimana a Nepi sarà il principale protagonista dell’omonima sagra, giunta alla decima edizione. Anche se il giorno in cui tradizionalmente viene consumato con l’accompagnamento di fave fresche (il 1 Maggio), è passato, infatti, vale la pena celebrarlo ancora una volta… d’altronde noi romani lo portiamo in tavola tutti e 365 i giorni dell’anno, per consumarlo a bocconi, oppure grattugiato come tocco finale di mille ricette, a cominciare come le ottime pastasciutte della tradizione culinaria romana.

Una parte del pecorino romano dop, infatti, viene prodotto proprio a Nepi, e nel Lazio rappresenta comunque una rarità, in quanto la maggior parte di questo formaggio cotto e cagliato, è destinato all’esportazione: molti Paesi esteri, infatti, ne apprezzano particolarmente il sapore deciso e inconfondibile, capace evidentemente di arricchire anche piatti lontani da quelli della cucina italiana.

Ma questa eccellenza nostrana non è certo l’unica prelibatezza che assaggerete questo weekend, in cui Nepi sfoggerà praticamente tutte le specialità uscite dalle mani delle sue massaie: dalla caratteristica pizza - piatta e non tonda - con le cipolle che non vi farà piangere perché le avrete pelate, bensì dalla commozione di averle gustate (Nepi viene anche chiamata la città dei cipollari), al salame cotto risalente addirittura agli inizi del Novecento, inventato dal maestro norcino Brunetti, fino alla ‘scapicollata’, una particolare varietà di pancetta stagionata e insaporita con aromi naturali.

Per il decimo anniversario, inoltre, gli organizzatori dell’evento hanno previsto anche momenti musicali, il raduno delle auto storiche, il mercatino d’antiquariato in cui trovare anche tutto per il bricolage, la mostra di funghi e il concorso di dolci realizzato con un altro grande formaggio locale: la ricotta.

E poi, a fare da sfondo, c’è sempre Nepi, con le sue bellezze storiche e naturalistiche: dalla rocca dei Borgia in cui soggiornò per un periodo anche la perfida Lucrezia, all’acquedotto risalente al 1757, e poi il duomo del XII secolo con tanto di cripta, la piazza centrale con il palazzo costruito da Antonio da Sangallo il giovane e la fontana progettata dal Bernini. Infine, per gli amanti del verde, nei dintorni fiumi, colline, torrenti e anche fonti di acqua sulfurea.

Foto | Ufficio stampa

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