Giulio Andreotti è morto a Roma e questa volta è vero

7 volte presidente del consiglio, 19 volte ministro, “processato, colpevole e prescritto per mafia”, il senatore a vita Giulio Andreotti è morto nella sua casa romana, e questa volta è vero!

Giulio Andreotti morto

Twitter lo ha annunciato diverse volte, i Social Network hanno veicolato bufale, anche Wikipedia ha fatto una gaffe sublimando la sua sindrome da aggiornamento, ma dopo diversi falsi annunci sulla morte del politico, scrittore giornalista e senatore a vita italiano, nato nel 1919 e passato per quasi un secolo di storia del Bel Paese, ora la notizia sembra vera, resa nota dai familiari, e diffusa dalle agenzie stampa Agi e Ansa, insieme al nostro Polis Blog.

Muore l'8 volte ministro della Difesa, il 5 volte ministro degli Esteri, il 3 volte ministro delle Partecipazioni Statali, il 2 volte delle Finanze, il missionario della fede e del decoro nazionale a vita, scarrozzato per Roma con Il Tassinaro di Alberto Sordi, famoso anche per non aver risparmiato censura, scontri e critiche all'Italia dei cineasti, come Umberto D di Vittorio De Sica.

Il paladino dei valori, “processato, riconosciuto colpevole e poi prescritto per implicazioni con la mafia”. Il Grande Divo di Paolo Sorrentino, che Andreotti ha però definito troppo cinico e cattivo.

I familiari hanno anche deciso per la camera ardente, nella casa-studio di corso Vittorio Emanuele 326, presa d'assalto da stampa e politici, e i funerali privati, tenuti martedì 7 maggio, alle 17, nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, dove Andreotti ogni mattina assisteva alla messa.


«A nome di tutta la città di Roma, voglio esprimere il più profondo dolore per la morte di Giulio Andreotti. E’ stato probabilmente l’uomo politico nato nella Capitale più rappresentativo della storia repubblicana recente, oltre a essere una persona di grande spessore umano e di incredibile dottrina sia culturale che politica. Le mie più sentite condoglianze ai familiari».

Il cordoglio è già partito da Gianni Alemanno, ma preparatevi ad una lunga lista di manifestazioni di 'stima, affetto e profondo dolore', come quella dell’assessore alle Politiche Culturali e Centro storico, Dino Gasperini (a seguire).


«Esprimo il mio più profondo dolore per la scomparsa di un uomo e politico straordinario, che ha contribuito a scrivere la storia del nostro Paese e dell’esperienza politica democristiana. Alla famiglia le mie più sincere e sentite condoglianze. Non lo dimenticheremo mai».

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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