SoulFood 2013 - Tre giorni di festival con il sapore della rivoluzione

La rivoluzione "del cibo dell’anima e l’anima del cibo" di SoulFood si pratica ogni giorno, ma il 24, 25 e 26 maggio 2013, invita tutti a condividere gli ingredienti di Cene Carbonare, il sapore di feste di quartiere, e il ritmo del mercato a cielo aperto.

Soul food 2013

Se non hai mai assaggiato il cioccolato, puoi ignorare il gusto e lo stato di benessere che infonde. Stessa cosa per l'amore che spinge ben oltre le soglie del razionale, l'estasi che smarrisce il confine tra corpo e mente, l'ebbrezza che non viene sempre fuori da un bicchiere, lo stile di vita che ti rimette in sintonia con l'universo.

Puoi ignorare tutto, fino a quando l'assaggio innesca la rivoluzione, insieme al germe del cambiamento, persistente e irreversibile. Una vocazione per il cibo dell’anima e l’anima del cibo di SoulFood, festival nomade, meticcio e indipendente, che nasce da un circolo virtuoso di resistenza ostinata e sopravvivenza creativa, per nutrire menti fertili e palati illuminati, ma anche il contrario va bene.

Soul food 2013

Una rivoluzione conviviale e sostenibile, ideata dal palato nomade e stralunato di donpasta e le anime meticce dell’associazione Terreni Fertili, rinnovata per la sesta volta da una tre giorni che parte dal cibo per assaporare gli ingredienti della vita.

Un'occasione preziosa, per scambiare storie, saperi, sapori e rivoluzioni quotidiane, entrando nelle case private con 'cuochi per passione' e ospiti del calibro di Stefano Benni, per assaggiare gli ingredienti delle cene carbonare (venerdì 24 maggio), per rispolverare il sapore delle feste di quartiere nello spazio liberato del Nuovo Cinema Palazzo (sabato 25 maggio), e quello del mercato a cielo aperto nel giardino del Circolo degli Artisti (domenica 26 maggio).

Soul food 2013

Venerdì 24 maggio. Menù e ingredienti delle Cene Carbonare

Carbonari sotto il mare

Lo scrittore e il Festival hanno fame di leggere. Scrivete una storia da “Bar sotto il mare”. O semplicemente scrivete perché volete cenare con Stefano Benni e SoulFood. Un piccolo gesto rivoluzionario per diventare carbonari sotto il mare.

La cena sarà ospitata in un luogo non convenzionale e il bar sotto il mare di Stefano Benni prenderà forma in un posto davvero inaspettato.

Ai fornelli Don Pasta, moltiplicatore di pesce povero, cozze crude e pasta di alici. Pronto a friggere ogni cosa che venga dal mare, dargli spessore, mangiarne in quantità smodata con il vino ghiacciato per sperimentare la vera leggerezza dell’animo.

CON Stefano Benni, Don Pasta, Er Pantera.
ZONA: Viale Palmiro Togliatti

Per questa cena ogni aspirante commensale deve inoltrare la richiesta di prenotazione motivandone la scelta, entro e non oltre il 16 maggio, consapevole che tra tutte le mail pervenute a pesare sula selezione finale saranno criteri legati alla Tempestività con cui saprete reagire; lo Spirito con cui vi affacciate a vivere questa esperienza; il Calore che ci trasmetterete; il classico “come hai conosciuto SoulFood/Stefano Benni”; la tessitura della ragnatela e della tavolata col gusto dell’equilibrio perché non siamo ad un workshop e per citare il Maestro “quando se magna, se magna”.

Soul food 2013

Io ci muoviamo

Una Mobilità Nuova che ruota attorno a quattro perni – l’uso delle gambe; l’uso delle bici; l’uso del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria; l’uso occasionale dell’auto privata (sostituita quando è possibile da car sharing, car pooling, taxi) – modifica lo spazio pubblico e la sua destinazione d’uso, rafforza i legami comunitari tra le persone e tra queste e il luogo dove vivono, studiano e lavorano, stimola un’economia agroalimentare basata sul kmzero, contribuisce a far crescere la percezione di sicurezza attraverso strade e piazze più vissute e frequentate. In altre parole rende le città e il territorio più bello e migliora la qualità della vita.

CON Valeria Pulieri di Mobilità Nuova; CUCINANO Le Articiocche, al secolo Eugenia e Chiara, giovani cuoche liguri che porteranno a Roma (in treno!) i profumi di una terra difficile ma di grande fascino.

ZONA: San Giovanni-Villa Fiorelli, ci daremo un appuntamento per pedalare insieme verso la casa che ospiterà la cena o per condividere gli altri mezzi di trasporto. Tra questi anche il carpooling, ma questo vale per tutti gli appuntamenti di SoulFood. On line trovate info e modalità per aderire.

Più cozze meno I(l)va

L’Ilva va a rotoli così come l’idea che per dare da mangiare carne rossa alla gente si debba posare una gigantesca fabbrica sulla culla della Magna Grecia dove, tra l’altro, crescono forse le migliori cozze del mondo. La cozza alla diossina è metafora della morte umana e culturale di un pezzo di terra e di storia.

Muoiono le persone e muoiono la terra e gli animali che ci vivono. Immaginiamo che una città bella, anche se povera, abbia una ricchezza unica al mondo che cresce nel suo mare e mettiamo il caso che quella ricchezza dia lavoro a tante persone, ma soprattutto permetta loro di riconoscersi come abitanti di quel luogo. Immaginiamo che quella cosa così preziosa sia la cozza tarantina: costruirci accanto un mostro gigantesco…cozza con la sua storia. Le politiche dissennate sullo sviluppo del territorio distruggono un’identità attaccata alla roccia. Crolla tutto, si sfaldano le certezze, la cozza si chiude in sé stessa e noi con lei.

CON Mario Desiati, scrittore e direttore editoriale di Fandango Libri, che spesso si è occupato di Taranto. Non è un tema facile e ci appelliamo a chi ha provato a fare una riflessione onesta, spassionata e sincera. Chiaramente davanti a un piatto di cozze. CUCINA Sergio il pesce della sua pescheria di Torpignattara: solo pesce freschissimo, di stagione, spesso povero, che rispetta l’ambiente e la vita del mare.

ZONA: San Lorenzo

Semi di resistenza contadina

L’energia e la bellezza di un piccolo gruppo di agricoltori dell’Alta Irpinia dai fornelli alla tavola, tra storie di resistenza contadina, agricoltura naturale e tradizioni popolari. Quando anche i semi, il cuore di quello che coltiviamo e mangiamo, rischiano di diventare un brevetto, è necessario resistere.

L’accoglienza rurale Terra e Libertà è un progetto pilota di sostenibilità ambientale che si occupa di agricoltura naturale, tradizioni popolari e resistenza contadina. In Alta Irpinia Terra e Libertà coltiva ortaggi, cereali e frutta di antiche varietà, noci castagne e nocelle, produce pasta artigianale, pane, pizze e prodotti da forno a lievitazione naturale, selezionando e rigenerando antiche varietà di semi;

Terra e Libertà sono Giovanni “Sauco”, Senem Sonmez, Gianpietro “Jah*Paz”, cucinano – in uno spazio di resistenza romana – solo prodotti genuini, freschi e di stagione, coltivati da loro stessi con metodi di agricoltura naturale.

ZONA: San Giovanni

Vite Periferiche

Spazi di libertà, pause, momenti di resistenza contro l’accelerazione, la velocità del mondo. Un’analisi della città attraverso la narrazione dei luoghi e di coloro che ne vivono la quotidianità, davanti alle ricette per eccellenza, quelle del Talismano della Felicità di Alda Boni.

Chi costruisce le nostre città? Gli amministratori, i politici, gli immobiliaristi, gli urbanisti? Tutti costoro tracciano piani, elaborano progetti, disegnano e realizzano opere, ma poi sono le persone in carne ed ossa – coloro che la abitano – a produrre l’anima della città, anche di una capitale. Roma ha una grande Storia fatta di personaggi e luoghi noti e una piccola storia, fatta anch’essa di luoghi e persone che non vengono raccontati.

CON Enzo Scandurra, urbanista e docente di Ingegneria del Territorio ed autore di “Vite Periferiche” (Ediesse), ingegnere sui generis, versatile intellettuale e al contempo un tecnico con una focalizzazione tematica persistente: la città. CUCINA Sara di Pentolapvessione, un folle progetto gastronomico con forte valore scaramantico atto ad eludere – o almeno arginare – scontentezza, insoddisfazione, malinconia e tristezza tramite la realizzazione di tutti i piatti descritti da Ada Boni ne “Il talismano della felicità”, celebre libro di cucina ancora molto utilizzato la cui prima edizione è datata 1925.

ZONA: Monteverde

Mani nella terra, Co.R.Ag.Gio!

Terre pubbliche strappate al cemento, ai rifiuti, al degrado e restituite all’agricoltura.

Terre per creare reddito per i giovani agricoltori e servizi per la città, facendo fruttare beni pubblici e abbattendo così il primo ostacolo per la nuova generazione di contadini: l’inaccessibilità alla terra.

Roma, in potenza, è il comune agricolo più grande d’Europa e avrebbe tutte le carte in regola per diventare un attrattore di risorse europee in grado di cambiare il volto di una città troppo spesso devota alla speculazione urbanistica. La parola d’ordine della cooperativa Co.R.Ag.Gio è Agricoltura multifunzionale: dal biologico alla tutela dell’ambiente, dalle fattorie sociali agli agri-nido. Servizi di cui possono usufruire tutti, campagna che vive e si organizza a stretto contatto con la città. Più che campi da coltivare, parchi agricoli e spazi di qualità fruibili.

CON Davide Fracasso e Giacomo Lepri della cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio ai fornelli e ai racconti, Carmen Vogani, giornalista di Paese Sera…cambiamenti di logica tra gli orti sinergici.

ZONA: Giustiniana

Storie di Caporalato e Nok

Dal Langar, la Cucina Comune, alle storie di sfruttamento nei campi dell’agro pontino: la comunità indiana Sikh di Sabaudia.

Per gli indiani Sikh la Cucina Comune, quella in cui si condivide lo stesso cibo, è portatrice dell’uguaglianza tra le persone. Prima di arrivare a tavola alcuni cibi però sono veicolo di disuguaglianza e ingiustizia: la maggior parte degli uomini della comunità Sikh di Sabaudia, tra le più grandi in Italia con circa 30 mila persone, lavora nei campi come braccianti agricoli e tanti sono i casi di caporalato, sfruttamento e violenza. Oggi la comunità è alla seconda generazione ed ha aspirazioni di vita diverse da quelle dei padri.

Ci siederemo attorno alla tavola di questa Cucina Comune e Carbonara, assaggiando i piatti della tradizione Sikh e ascoltando le storie di un’altra cultura e di una tradizione lontana, importate nei nostri campi.

CON tre ragazzi della comunità Sikh di Sabaudia, insieme alle loro storie ed alla loro cucina, e Marco Omizzolo, sociologo e membro dell’associazione In Migrazione.

ZONA: Trastevere

Libera tavola: mangiamoci le mafie!

La lotta alla criminalità organizzata direttamente nel piatto, con i prodotti delle terre confiscate alle mafie e lavorate dalle cooperative di Libera Terra.

Libera Tavola è un ricettario che parla indirettamente di mafia, proponendo ricette a base di prodotti proveniente dalle cooperative di Libera Terra. Inoltre, nel libro, le ricette ed i ricordi degli scassaminchia che si sono spesi in prima persona contro la mafia, da Rita Borsellino ad Andrea Camilleri passando per Giovanni Tizian, Roy Paci, Don Pasta e tanti altri.

Protagonisti di questa cena carbonara le ricette di Libera Tavola, per lottare contro la mafia in modo divertente e gustoso.

In collaborazione con Associazione DaSud, con il cuoco Lorenzo Buononimini e Jacopo Manni, autori di Libera Tavola per Terre di mezzo Editore.

ZONA: Nomentano

Le cene si svolgono tutte lo stesso giorno (venerdì 24 maggio), in contemporanea in 8 luoghi segreti di Roma. Ogni cena ha un costo di 25 € a persona che serve a coprire la spesa, a remunerare chi cucina, a sostenere alcuni dei progetti sociali protagonisti delle cene e questa edizione del festival SoulFood. Per partecipare basta seguire le istruzioni che trovate on line.

Sabato 25 maggio. Al Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo

La pratica dell’incontro e della costruzione condivisa di SoulFood, approda nello spazio liberato del Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo, una realtà rivoluzionaria e già radicata nella storia recente di questo territorio come una una festa di quartiere. Dalle 18:30 si parte, tutti con le mani giù per terra, soprattutto i bambini con l’azione di Guerrilla Gardening all’aperto, i grandi con aperitivi e fritti al ritmo dei batà afro-cubani di Umberto La Pelicula (Mocobo) e dei dj di U-FM WebRadio, che tornano con Massimiliano Troiani, anche dopo la Cena-Spettacolo Il cibo come metafora della Rivoluzione di ogni giorno 'a Palazzo' (quello dove siamo tutti signori) e nella grande tavolata, come quelle di una volta, cpon Donpasta, Valerio Aprea, Antonio Onorati, Alessandro Portelli, Danilo DEsideri (Funkallisto), Ferdinando Vaselli, Alessandro Langiu, Cesaretto di Terraterra.

Domenica 26 maggio. Nel giardino del Circolo degli Artisti

L'ultimo giorno, dalle 16 a tarde notte, il giardino del Circolo degli Artisti si trasforma in un mercato a cielo aperto, per comprare, assaggiare e ascoltare storie di miele, olio, pane, formaggi, spezie e sartoria solidale, tra lo yogurt biologico di Barikama e i sapori Made in Irpinia di Terra e libertà, un laboratorio di pasta madre e uno per trasformare una vecchia bicicletta in una bicicletta elettrica, la musica delle Stacchi a Spillo Quartet e la braciolata, il laboratorio di tagliatelle o il «cooking dj-set» di donpasta, che sfrigola per bene fino alla fine, seguendo il motto lubrificante “se hai un problema aggiungi olio”. L’ingresso al Circolo è a sottoscrizione, il vostro a discrezione.

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