Da Vinyl Factory la mostra del disco d'arte


A Roma una mini-mostra diffusa (fra due sedi: piazza di Spagna e Testaccio) mette in evidenza quanta creatività può essere applicata alla semplice superficie di un vecchio disco di vinile; magari non più in grado di emettere musica, ma certo sempre prontissima a trasmettere suggestioni, frequenze e ricordi di un mondo che sta per non esserci più ma che, se facciamo attenzione, si sente ancora benissimo.

Vinyl Factory - una mostra "estremamente" collettiva: coinvolge 500 artisti da tutto il mondo - è il frutto, forse inatteso, di un bando internazionale che la MondoPOP International Gallery ha lanciato sul web due mesi fa, con il risultato che possiamo ammirare a partire dal 21 marzo fino al 24 aprile. La mostra, proprio come un LP, vive in due lati: quello A, che può essere visitato come una mostra tradizionale presso la Gallery & Shop di MondoPOP di via dei Greci; e quello B, che invece prende le mosse dal Rising Love di via delle Conce a Testaccio, che ospiterà proprio stasera, fino a tarda notte, un lungo aperitivo musicale di inaugurazione

Solo Mirone, nel suo discobolo, avrebbe potuto vantare di applicare un tale coefficiente artistico a un oggetto di questo tipo, volante - grazie a un gesto atletico, o alla forza della fantasia - ma benissimo identificato, e per la precisione nell'icone di intere generazioni che, per quanto ci possa risultare bizzarro, non ebbero altro mezzo di quel piccolo U.F.O. nero per interfacciarsi alla musica. via

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