Gianmaria Testa, cantautore ferroviere all'Auditorium

testa auditoriumIl 24 marzo l'Auditorium Parco della Musica "scongela" Gianmaria Testa, l'ugola che la maggior parte degli italiani "non sa come" sia riuscito a riempire l'Olympia di Parigi, che a New York ha riempito i teatri e che ancora ci siamo intestarditi a definire il cantautore ferroviere. Forse solo perché le sue canzoni non passano per radio e non diventano tormentoni estivi.

Il suo ultimo concept titola “Da questa parte del mare”. Non un pamphlet politico. Piuttosto un viaggio dalla parte degli ultimi per lo chansonnier più famoso all’estero che in patria. Uno splendido disco che racconta il dramma delle migrazioni moderne con canzoni oscillanti dolcemente tra speranze e disilluse riflessioni. Perché in scaletta ci sono anche le undici tracce dedicate al disagio dei migranti, all’incapacità da parte dell’occidente di accettare “l’altro”, al dramma della solitudine e al distacco dalla terra che animano l’ultimo cd.

La chicca è “Miniera”, brano dedicato al minatore dal volto bruno che per nessuno si fa avanti per salvarlo. E Testa promette di salire sul palco del Teatro Studio (ore 21) solo. Per cantare sussurrando ma suonando facendo tuonare il suo vissuto agli inizi anni Novanta, con l’arrivo di clandestini su una spiaggia. Occhialetti tondi e baffi elettrici alla George Brassens, promette blues, lente ballate, fisarmoniche dal sapore andino e non solo. Posto unico: € 18.

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