Il sakè californiano di Castroni

Dopo il tentativo (quasi riuscito, secondo molti espertissimi) di fare concorrenza alla Francia e all'Italia nella produzione di vini di qualità, la California deve aver ceduto anche al fascino del Giappone, soprattutto riferito alla produzione del "suo" vino: il sakè. Così, la Gekkeikan - secentesca casa di produttori di distillati nipponici - ha impiantato a Folsom (quasi al confine col Nevada), una fabbrica di sakè, esportando i suoi antichissimi metodi in terra di surf e studios cinematografici. Ora, questo prodotto dalle caratteristiche organolettiche eccezionali, si chiama Gekkeikan (e dalla ragione sociale quanto mai aggressiva), e viene venduto a Roma da Castroni in via Cola di Rienzo (insieme ad almeno 4 altri marchi rigorosamente giappo, s'intende).

E' disponibile in versione "traditional" e "light" (con meno alcool), in bottiglie da un litro o mezzo o 750 ml. Chissà se questo sakè californiano arriverà alle sfaccettature di gusto e di lingua degne del migliore purosangue nipponico (il saké ha un nome giapponese per le varie condizioni di temperatura e momenti del pasto in cui viene servito). Chi lo ha assaggiato giura che si tratti di un'alternativa eccezionale. E' o non è un'occasione per tuffarsi fra quei barattoli di marmellata di ogni colore e peso netto, per notare ciascuna delle stranezze che si possono trovare su quegli scaffali, comprando alla fine sempre quelle stesse due o tre cose di cui sole ci fidiamo?

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