Trattata come una schiava, madre superiora a processo

Un caso di violenza simile a quello raccontato anni fa dalla pellicola Magdalene. La vittima di soprusi e minacce, una suora di origine filippina, è riuscita a scappare dal convento e ha denunciato la madre superiora che si trova ora rinviata a giudizio. Sotto ricatto psicologico, la sorella si era sottoposta a visita ginecologica per far certificare la sua verginità messa in dubbio dalla responsabile della Congregazione. E poi vessazioni, cure mediche negate, mortificazioni e punizioni simboliche come "il bacio al pavimento".

"Mi sono decisa a denunciare i soprusi - ha spiegato la donna - dopo aver ricevuto dalla madre superiora l'invito scritto a restituire l'abito, il velo, il crocifisso e l'anello, i simboli della mia consacrazione, della mia appartenenza perpetua alla Congregazione". Per anni aveva denunciato i maltrattamenti alle consorelle, ma nessuno le aveva presto ascolto. Poi, grazie anche all'intervento di Repubblica, la fine di tutto. La madre superiora, di 70 anni, sarà processata il 22 dicembre prossimo con l´accusa di maltrattamenti per "aver costretto la suora a turni di lavoro massacranti, privandola dell'assistenza sanitaria anche di fronte a patologie visibili e nonostante richieste pressanti di aiuto, di aver sottoposto la religiosa ad angherie e soprusi come la minaccia del trasferimento in Indonesia e facendola vivere in uno stato di soggezione fino al punto di costringerla a scappare dal convento".

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