Il nuovo Mercato Trionfale rilancerà la vita di quartiere?


Con lo straordinario risultato di appena un mese di ritardo rispetto alla data promessa il nuovo Mercato Trionfale è stato inaugurato da un ministro in persona, nella fattispecie Scajola, "scomodando" addirittura un dicastero come quello dello Sviluppo economico. Secondo le parole usate dal sindaco Alemanno, la nuova sistemazione del Mercato potrebbe addirittura contribuire a rilanciare la filosofia della vita di quartiere. Rifondazione Comunista, dal canto suo, non ha perso neanche quest'occasione di manifestare contro il carovita.

Con 274 "operatori" (distribuiti, in unità che, in termini congressual-fieristici si chiamerebbero stand, sui noti 8.880 metri quadrati), effettivamente lo spazio avrebbe i numeri per rivoluzionare l'idea che abbiamo di mercato coperto. Ma, sinceramente, sul fatto che possano riformulare il concetto della vita di quartiere, abbiamo qualche dubbio. Da una parte, la vita di quartiere in una città come Roma è una delle poche cose che non manca, se intesa nell'accezione relativamente negativa, vale a dire quella provincialistica e un po' razzista. Se, invece, vogliamo prendere in considerazione l'accezione positiva del termine, cioè quella solidale e sociale, conversativa e naturalmente civica, crediamo che questo agglomerato di bancarelle, che somiglia tanto a un centro commerciale senza vetrine, non possa favorire i costumi e gli usi della città più dell'invenzione del cinema multisala.

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