Antropologia urbana: il Quagliaro del Quarticciolo


Riposto in uno degli angoli più dimenticati di una Roma periferica anche per chi ci abita (largo Mola di Bari), proprio a qualche metro dal flusso di automobili della via Prenestina, poco dopo l'incrocio con via Palmiro Togliatti, il vecchio Quagliaro continua a far danni temporanei alla nostra digestione, e a procurare vantaggi permanenti al nostro portafoglio e alla nostra gioia di vivere. Possiamo supporre che non esista un solo ristorante in tutta la città con simili rapporti qualità-prezzo, e felicità-rassegnazione. A sette euro e spiccioli, e al costo di qualche sguardo incazzosissimo dell'oste Tiberio - appena chiediamo un menù o le specialità del giorno - abbiamo a disposizione un pasto completo fatto di cose semplici e un oste incazzosissimo con un vero nome da romano.

Una specialità sono le quaglie ai funghi, come dice il soprannome stesso, perché il vero nome risulta essere "Trattoria Pizzeria", fra la gloriosa insegna del Bar Napoli e quella del vetusto Teatro off, ma molto off, rispondente all'insegna di Teatro Sorgente. L'altra sono le pizze da 3 euro, solo di tipo Margherita, e tutte da evitare.

Anche Cavoletto di Bruxelles, un'istituzione nel panorama del blog culinari italiani, lo ha benedetto, sebbene sbagliando inizialmente la collocazione di quartiere: il Trullo invece del Quarticciolo. Io lo consiglio a chiunque non voglia impressionare positivamente un partner di recente acquisizione oppure impressionare negativamente amici del cuore o partner più stabili: si mangia più o meno male ma si sta benissimo in un'atmosfera che non solo non esiste più, ma forse non è mai esistita.

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