Manette sull'inceneritore

discarica Colleferro
Il gip Alessandra Ilari della procura della Repubblica di Velletri (Rm) ha emesso 13 ordinanze di custodia cautelare "per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa, accesso abusivo a sistemi informatici e favoreggiamento personale". Il motivo? L'impianto di smaltimento a Colleferro (Roma), un termovalorizzatore modello, è stato costretto a ingoiare e bruciare di tutto: dai rifiuti speciali e anche pericolosi agli pneumatici. Per il momento 25 le persone indagate nell'inchiesta che si estende a Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno.

Dopo un anno e mezzo di indagini, sono finiti nei guai: il direttore tecnico e responsabile della gestione dei rifiuti degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, Paolo Meaglia; un dirigente dell'Ama; soci e amministratori di società di intermediazione di rifiuti e di sviluppo di software, chimici di laboratori di analisi. I militari oggi hanno notificare 25 informazioni di garanzia. Tanti i reati contestati: associazione per delinquere; attività organizzata per traffico illecito di rifiuti; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico; truffa aggravata ai danni dello Stato; favoreggiamento personale; violazione dei valori limiti delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni; accesso abusivo a sistemi informatici.

Via | lastampa.it

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