Poteri Speciali per Roma Capitale

L'approvazione del terzo decreto legislativo riconosce poteri speciali a Roma Capitale.

Mentre infuria il toto-Quirinale per l’elezione del presidente della Repubblica, tra votazione scontate, mancate e schede bianche, chi avrebbe scommesso 10 euro su D’Alema e chi si preoccupa dell'incubo romano Prodi, il Governo Monti approva il terzo decreto legislativo, che affidando a Roma potere speciali, trasforma la città da semplice Comune in Capitale, anche a livelli amministrativo.


«Su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri competenti, il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva, in presenza del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, un provvedimento sull'ordinamento di Roma, Capitale della Repubblica».

Super poteri che arrivano a rafforzare la libertà e la capacità di intervento sul versante del Patto di Stabilità, e sulla semplificazione delle procedure relative al finanziamento degli interventi destinati alla capitale, che dovrebbero assicurare, tra l'altro, finanziamenti statali destinati al trasporto pubblico locale, affidati direttamente a di Roma Capitale, seppur con il coordinamento della Regione Lazio.

Poteri speciali che si estendono al Sindaco della Capitale per far fronte a situazioni di emergenza dovute al traffico, alla mobilità e all'inquinamento, senza alcun bisogno del via libera del governo, una sorta di Power Rangers incarnato dal sindaco ufficiale (ma senza tuta), almeno fino alle prossime comunali, che dedica alla notizia il video che sta circolando dal suo 2.0.

Insomma, l'approvazione del terzo decreto legislativo, riconosce a Roma e il suo sindaco poteri speciali, maggiore libertà e autonomia per la gestione dei finanziamenti, ricordatevene quando andrete alle urne per le comunali.

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