06blog si presenta: intervista con Eugenio

Questa settimana l'intervista con il blogger è con Eugenio, boss di 06blog.it e primo vero cronachista delle strade romane nel nuovo millennio.

foto | mentre eugenio cerca il nodo gordiano al termine di una via a Gaeta

Quando hai iniziato a bloggare e perchè?

Nel maggio 2004. All'epoca il blog era ancora una cosa con un gusto un po' radical chic che non tutti conoscevano. Così un po' per scherzo, un po' per provare, un po' perché quando lavori in redazione sei sempre a caccia di nuovi modi di perdere tempo, ho aperto il mio primo blog su Splinder. Nel primo post sintetizzavo il motivo della mia scelta così: "... Poi c'è un altro amico, un amico giornalista, che mi dice: 'ho appena aperto un blog con un mio collega' Poi vedo tutti i giorni un mio di collega che si sollazza con il suo di blog. Già mi vi vesto con vestiti casuali, almeno apro un blog".
All'epoca se mi avessero detto che in futuro bloggare sarebbe diventato un lavoro, non ci avrei mai creduto

Cosa ti piaceva dei blog, di cosa si parlava tanto?

Ho iniziato a conoscere gente di altri blog, mi appassionavo alle loro storie, spesso relative alla vita privata, si era come amici di penna, ci si faceva visita ognuno nei commenti dell'altro. Ed era anche un modo per raccontare un po' di vicende della mia nuova vita romana agli amici di vecchia data che non sentivo spesso. In un secondo periodo ne aprii un altro con un mio amico, Shylock, dove parlavamo a modo di nostro di politica. Vivevo i blog nella accezione più classica insomma, quella di diari di bordo on-line.

Di cosa ti occupi principalmente su 06blog.it?

Adoro fare foto, podcast e video. Lavorare con materiale multimediale mi stimola molto. L'altro giorno al semaforo ho incontrato due artisti di strada che facevano uno spettacolo molto bello che non avevo mai visto prima a Roma. Filmare questo genere di spaccati di vita urbana mi piace molto. Abbiamo anche la categoria "urbanologia" creata apposta per le storie, i personaggi, le leggende e i miti metropolitani.

In che quartiere abiti oggi?

Penso che a Roma ho cambiato più case che paia di mutande. Ora vivo a ridosso del Pigneto. Qui sto bene. E' il classico posto italiano "metà giardino e metà galera".

In quale periodo della storia di Roma vorresti rivivere?

Nel 2050 quando il petrolio sarà definitivamente finito e si tornerà ad andare per le strade a cavallo. Solo allora il problema del traffico sarà risolto. Peccato solo che non ci saranno più romani in quel futuro. Solo arabi, cinesi e bolognesi come me.

Qual'è il luogo comune su Roma che dici più spesso?

"A Roma c'è sempre bel tempo!". Si dice spesso che i luoghi comuni sono per metà veri e per metà falsi. Questo però è del tutto vero.

In che città andresti a vivere?

Barcellona. Mi spiace dirlo ma l'Italia è posto dove vivo solo perché ho occasione andarmene. Sono stato recentemente in Spagna è ho trovato un Paese che trabocca di energia creativa e voglia di fare. Mi è sembrato un posto dove essere giovane è un vantaggio, non una sfiga come accade in questo paese pluto-gerontocratico.

La più libidinosa esperienza all'ora di cena che hai fatto.

Quando non sto rosicchiando i licheni del mio frigo perennemente vuoto, penso sempre che un giorno vorrò provare la sensazione di buttare via metà del mio stipendio alla Pergola, forse il ristorante più blasonato d'Italia. Nella mia vita di tutti i giorni mangio kebab. Sono kebab-dipendente.

Il tuo personaggio romano piu' o meno preferito.

Non ne ho uno in particolare. Mi piacciono tutti 'sti romani. Indolenti e pigri, ma sempre con una battuta pronta che per metà ti offende, per metà ti rimette al mondo. Sono beffardi e cinici, ma non ti lascerebbero mai in mezzo alla strada. Rispetto a Bologna, qui la vita scorre più allegra e ruspante, non c'è mai quella cupezza che certi giorni invernali si può avvertire nelle città del nord.

E' arrivata la fine del mondo. Che cosa faresti nelle ultime 24 ore che ti sono rimaste da vivere in città?

Prendo un treno per Bologna. Appena arrivo mi precipito a Villa Ghigi, il parco dove ho passato l'infanzia, corro su su fino alla cima del colle più in alto. Non ci crederete mai da lì si riesce a vedere tutto il resto del mondo. E a quel punto faccio una cosa che non faccio mai, mi metto a pensare a tutti i miei ricordi più belli, alle persone che ho amato e tutte le persone con cui ho diviso un pezzo di questa vita. Poi mi gratto scaramanticamente le palle pregnando che l'Apocalisse venga rinviata di altri 60 anni.

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