Suicida il gioielliere accusato di duplice omicidio

Massimo Mastrolorenzi, il gioielliere sotto processo per l'omicidio di due rapinatori avvenuto nel 2003, si è tolto la vita impiccandosi nella sua casa di via di Casalotti. L'accusa nei suoi confronti era cambiata pochi giorni fa, da eccesso di legittima difesa a duplice omicidio volontario. Due uomini, di 32 e 25 anni, entrarono nel suo negozio a Testaccio, picchiandolo e legandolo. Mastrolorenzi riuscì a liberarsi e sparò cinque colpi di pistola contro i ladri con la sua calibro 38. L'arma dei malviventi risultò invece essere un giocattolo. Il gioielliere, prima di essere rinviato a giudizio per eccesso colposo di legittima difesa il 20 ottobre del 2006, era stato prosciolto, ritenuto che avesse agito per legittima difesa. La sentenza era stata annullata per vizi di forma e il procedimento era tornato al primo grado. Il 20 febbraio scorso la nuova accusa nei suoi confronti è diventata di duplice omicidio volontario. Per il giudice, Mastrolorenzi avrebbe sparato quando i ladri erano di spalle e disarmati. Sul balcone dell'appartamento i vigili del fuoco hanno trovato la convivente dell'uomo ferita, malmentata da Mastrolorenzi con un bastone prima dell'estremo gesto.

Foto | Repubblica

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