Sant'Eugenio, il reparto Grande Ustioni fra le eccellenze europee

Il reparto Grandi Ustioni dell'ospedale Sant'Eugenio è il fiore all'occhiello della sanità laziale. A soli quattro giorni dalla sua apertura, la struttura risulta già fra le eccellenze europee, come spiega Paolo Palombo, direttore sanitario del nosocomio: "Il nuovo reparto è il primo in Italia, tra i centri adibiti al trattamento e alla cura delle grandi ustioni, non solo per le attrezzature in dotazione, ma anche per il numero di posti letto". I posti disponibili sono 28, due in più rispetto a quando fu chiuso nel 2007; dieci sono destinati alla terapia intensiva; altri quattro ospitano i malati con ustioni che superano il 35-40% del corpo. Gli altri sono invece riservati alla degenza. Ogni stanza è dotata di bagno, aria climatizzata, televisore a cristalli liquidi e letti elettrici con materassi anti-decubito e in grado persino di pesare il paziente. Spicca inoltre la presenza di due sale operatorie dotate di tecnologie molto avanzate, tra le quali un bisturi ad acqua in grado di asportare i tessuti ustionati senza ledere i tessuti sani. Attualmente nel reparto sono ricoverate dieci persone, tra cui l'indiano che fu bruciato nella stazione di Nettuno e la donna di Olevano Romano che alcuni giorni fa si è data fuoco per non essere sfrattata dalla sua casa. La ristrutturazione è costata circa tre milioni di euro. "Il nostro impegno - spiega Palombo - è di formare nuovi ed esperti chirurghi e di confrontarci con le realtà internazionali. Per questo motivo una delle due sale operatorie è collegata con un´aula multimediale da 120 posti e con i siti internet di varie università del mondo".

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