Alemanno e Marchi archiviano la linea D?

La linea D, ma anche il prolungamento della metro B da Rebibbia fino a Casal Monastero "sono opere da libro dei sogni" il cui costo è oggi "insostenibile". Parola dell'assessore capitolino ai Trasporti Sergio Marchi.

Sembra in salita il cammino della linea D della metropolitana di Roma. Nonostante, infatti, la quarta linea del metrò romano fosse stata indicata da Alemanno come opera da fare e nonostante i vertici di RomaMetropolitane avessero recentemente ricordato che i lavori per la D sarebbero partiti nel 2010 con i finanziamenti già previsti nel project financing (ad opera di privati) ieri è arrivata la gelata di Marchi: "Comprendo perfettamente che può apparire una delusione parlare della Rebibbia-Casal Monastero e della Linea D come di opere da libro dei sogni - ha detto - ma è la verità. Ed è inquietante vedere come alcuni pur di speculare politicamente, sono disposti a nutrire nei nostri cittadini illusioni destinate fatalmente a trasformarsi in delusioni e prese in giro. Occorre essere pragmatici: il costo di queste due opere è attualmente insostenibile: 3 miliardi di euro per la Linea D e 560 milioni per la B2. Circa 150 milioni di euro a chilometro. Non ci sono fondi".

Peccato, però, che era stato lo stesso Marchi, circa quattro mesi fa, a rilanciare il prolungamento della linea B fino a Casal Monastero parlando di prossima pubblicazione della gara e 36 mesi di lavori. Forse è lui stesso a nutrire di illusioni i cittadini? E peccato che sia stato, il 15 dicembre scorso, lo stesso sindaco a rilanciare la linea D: "Roma - aveva detto al termine di un incontro nel suo studio in Campidoglio con il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli - avrà una parte significativa di interventi infrastrutturali sia per quanto riguarda la metro C e B1, per cui soldi sicuri, e poi da qui a gennaio dovremo metterci la metro D". Parole un po' contradditorie con quelle di Marchi di ieri. O no? Seguono le altre dichiarazioni di Alemanno e Marchi.

Marchi continua la disamina della situazione: "Sarebbe più corretto dire - le sue parole - che fondi non ce ne sono mai stati. O forse qualcuno pensa davvero che i 99 milioni di euro regionali e i 60 statali siano sufficienti a realizzarle? Ovviamente, come ho detto, nessuno ha toccato questi fondi. Anzi, è necessario al più presto un incontro con tutte le Istituzioni, a partire dall’assessore regionale ai Trasporti Dalia, per rimodulare questi stanziamenti che possono essere utilissimi per chiudere tutti i costi che ancora non sono coperti per la Linea B1, da Piazza Bologna a Piazzale Jonio»

"Abbiamo parlato dei soldi che arriveranno al prossimo Cipe - aveva invece detto Alemanno il 15 dicembre scorso - Il ministro mi ha garantito un intervento significativo per Roma per questo Cipe e un ulteriore intervento significativo per il 23 gennaio in cui ci sarà la successiva riunione".

Insomma, sulle grandi opere ed i grandi eventi sembra di assistere ad un continuo stop and go con questa giunta. I sogni dei romani si chiamano metropolitane. Gli assessori della giunta Alemanno e lo stesso sindaco ne parlano come obiettivi da centrare. Inevitabilmente, però, poi annunciano lo stop ai progetti (edificio di Renzo Piano, Festival della Fotografia, Festival del Cinema) salvo poi recuperarli (speriamo avvenga lo stesso con la linea D). E' da quasi un anno che si va avanti così. Che frustrazione...

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