Il Carnevale di Roma nel passato: storie di follie, corse e battaglie

carnevale roma

Oggi parliamo di una delle più antiche feste romane la cui storia è talmente curiosa e simpatica che quasi mi mordo le mani per non essermene mai interessata. Sì, il Carnevale non è nato a Rio de Janeiro e nemmeno a Venezia, ma proprio nella nostra città eterna.

Nell'antica Roma infatti si festeggiavano alla metà di dicembre i "Saturnali" in onore di Saturno, dio della semina e del raccolto. La festa consisteva nel ricreare il regno di questa divinità, la favolosa età dell'oro in cui non esistevano differenze tra gli uomini e tutti i beni erano in comune. Quindi, durante questi giorni la vita quotidiana veniva sospesa per abbandonare ogni tipo di differenza sociale con il permesso per ogni sorta di trasgressione.

Con l'avvento del cristianesimo è probabile che quasta festa si sia trasformata nel Carnevale. Infatti il significato dei Saturnali, il rovesciamento del mondo, è alla base del Carnevale, parola che deriva da carnem levare, "non mangiare carne" e quindi non cedere alle passioni e ai piaceri per prepararsi alla penitenza della Quaresima.

A Roma il Carnevale si festeggiava la settimana prima della Quaresima principalmente in via del Corso e nelle strade circostanti. Ricchi e poveri con maschere stravaganti si mischiavano nella folla, cancellando ogni diversità. La possibilità di affittare "lochi" (posti a sedere lungo via del Corso) e di esibire un "legno" (una carrozza) erano tra le poche differenze ancora visibili.

In via del Corso fin dal Medioevo si svolgevano giostre, corse e battaglie di ogni sorta. Molto sentita era la "corsa dei barberi", dei cavalli dalla corporatura bassa e robusta che venivano lanciati senza fantino da Piazza del Popolo fino a Piazza Venezia (per fermare la corsa dei cavalli veniva steso un telone) . Il proprietario del cavallo più veloce riceveva una somma di denaro e un broccato d'oro con cui si ricopriva il dorso del cavallo. Ricordo che via del Corso prima di questi festeggiamenti si chiamava via Lata e con l'inizio delle corse del carnevale ha cambiato il nome.

L'ultimo giorno di festa il popolo romano si riuniva nelle strade di Roma per la battaglia dei "moccoletti" ovvero delle candele. Tutti avevano in mano le candele accese e dovevano cercare di spegnere quella del vicino, difendere la propria e eventualmente cercare di riaccenderla. Molti hanno interpretato questa festa come una burlesca manifestazione di lutto per la morte (la fine) del Carnevale.

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