Vigili armati a Roma: due mesi di tempo per fare obiezione di coscienza. Chi rifiuta avrà la pistola

Due mesi di tempo da oggi. Questo il tempo concesso ai vigili urbani di Roma per scegliere se avere in dotazione la pistola e il nuovo armamento o se, invece, fare obiezione di coscienza e rimanere disarmato. Tra qualche mese, ad ogni modo, la Polizia municipale di Roma sarà parzialmente armata.

Il regolamento che consente alla Polizia municipale di armarsi è stato approvato la scorsa notte dal Consiglio comunale dopo che il sindaco Alemanno ne aveva parlato in seguito all'approvazione della giunta l'estate scorsa. Ora la parola passa ali oltre 6000 vigili romani: se sceglieranno di non fare obiezione di coscienza gli verranno affidati una pistola, un nuovo tipo di spray anti aggressione e un nuovo manganello speciale. Per usare l'arma dovranno comunque seguire un corso di formazione e lezioni pratiche.

Che dire? Ai favorevoli torneranno alla mente i casi di aggressione subiti dai vigili romani mentre erano in servizio. Altri, però, non scorderanno che affidare un'arma a così tanti agenti, dopo solo un semplice corso di formazione, può esporrci al rischio di vigili-sceriffi dal grilletto facile. Ed i casi di Genova-G8 o quello del povero Sandri, quest'ultimo citato oggi dal presidente della regione Lazio Marrazzo, sono qui a ricordarcelo. Per farvi un'idea tenete a mente quali sono le grandi città dove i vigili hanno la pistola: a Palermo e Torino si, altrove no, compresa Milano dove si usano gli sfollagente. Che ne pensate?

Foto: Flickr

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