Guerra fratricida tra Malpensa e Linate - Ecco perchè Fiumicino è diventato l'hub di Alitalia

A circa 15 giorni dalla scelta di Fiumicino come hub di Alitalia per le rotte intercontinentali dai vertici della nuova compagnia Sabelli e Collaninno emergono i retroscena, per la verità intuibili, che hanno portato alla scelta di Roma come sede del principale aeroporto della compagnia di bandiera ai danni di Milano. La causa principale della vittoria di Fiumicino ai danni di Malpensa ha un nome: Linate.

A svelare la verità è stato il nuovo Ad di Alitalia Rocco Sabelli, intervenuto ieri pomeriggio in audizione al Senato. "Il mantenimento dei due scali milanesi comporta per Alitalia una perdita di 140-150 milioni di euro annui e perdita di passeggeri ai danni di Malpensa - sono state le sue parole - Non è possibile per nessun vettore al mondo avere un hub a Malpensa se Linate continua ad essere un aeroporto internazionale".

Si intuisce una cosa: i vertici Alitalia l'hub lo vorrebbero a Milano ma non possono per i troppi costi e i pochi voli. Così sono costretti a "ripiegare" su Fiumicino. Sabelli dopo lo dice chiaramente: "La soluzione strategicamente migliore per i voli intercontinentali è Malpensa. I mercati di Roma e Milano sono equivalenti in termini di passeggeri e valore, ma Milano ha una clientela business, una propensione per i voli in uscita migliore,una domanda di voli intercontinentali maggiore". Eliminare Linate e degradare Fiumicino dunque! Ma è possibile farlo? Le difficoltà sono molte a partire dai tempi tecnici per un'operazione simile, che sono di minimo due anni, alla necessità di infrastrutture per collegare Malpensa a Milano. (segue)

Anche le infrastrutture, infatti, pesano non poco sulle decisioni della nuova Alitalia. "Per diventare Hub - hanno detto Sabelli e Collaninno - Malpensa si deve dotare di ibfrstrautture migliori che la colleghino alla città". E qui si parla di tanti soldi da investire.

C'è poi l'Ue che in passato, nel giugno del 1998, ha già multato l'Italia per aver tentato di spostare di forza alcuni vettori stranieri da Linate per cercare di trasformare il secondo aeroporto milanese in una city airport con la sola navetta Roma-Milano. A salvare Fiumicino, proteggendo Linate, infine ci sono diversi segmenti della politica lombarda che non vogliono rinunciare al più vicino e comodo Linate che se degradato causerebbe anche problemi finanziari alla Sea (l'ente che gestisce gli aeroporti milanesi) e perdita di molti posti di lavoro.

Proprio ieri tra l'altro il presidente della provincia di Milano Filippo Penati ha risposto a Sabelli con un perentorio "Linate non si tocca, basta diktat da chi per proteggere i suoi buisness penalizza il nostro territorio e la comunità milanese. Per salvare Malpensa meglio liberalizzare le rotte".

Su una posizione simile anche il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni che pochi giorni fa aveva detto di essere possibilista su una razionalizzazione di Linate ma "non alla sua drastica riduzione come aeroporto per la sola navetta Milano-Roma" come vorrebbe Alitalia. "Abbiamo presentato un nostro progetto - ha concluso Formigoni - Se Alitalia ci dice no, se non troviamo un accordo di compromesso tra il nostro ed il loro piano, allora abbiamo un'alternativa", ovvero chiedere la liberalizzazione dei voli da Malpensa. E Fiumicino ringrazia.

Foto: Flickr

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