Gli annunci delle prostitute di Roma e l'ipocrisia dei quotidiani

Edicola di Roma

Immaginatevi la scena. Davanti a una qualunque edicola della capitale si ferma una macchina, scende un omaccione dall’aspetto un po’ coatto, uno di quelli che guardandolo in faccia al massimo sarebbe capace di comprarsi il Corriere (dello Sport ovviamente).

E invece no, compra un quotidiano (non sportivo), uno tra quelli più venduti nella capitale, alla faccia delle apparenze. Magari anche a tarda sera, quando solo gli irriducibili dell’informazione comprano un giornale ormai vecchio. O i mignottari.

Eh sì, perché se quell’uomo sale sull’auto e apre il giornale, non alle prime pagine ma alla cronaca locale e ancor prima di mettere in moto fa una telefonata, probabilmente ha appena letto gli annunci delle prostitute, del tipo A.A.A. Cinese zona Quadraro piccanti preliminari chiamare n. 33******* .

E il bello è che ogni giorno sulle pagine dei giornali in questione si spendono fiumi di parole contro il degrado che la prostituzione arreca alla nostra città. Si parla dell’ennesima casa di piacere sgominata alla Suburra con toni entusiasti nei confronti delle giustizia quando magari nella pagina accanto ci sono una cinquantina di contatti per altrettanti bordelli.

Pagina che poteva essere benissimo venduta a un qualunque altro inserzionista, una casa automobilistica ad esempio, eppure quella testata preferisce riservarla agli annunci delle matres ignotae, perdendo in credibilità.

Si punta alla quantità dei lettori e non alla qualità. Poco importa se le pagine di cronaca, di politica, e di cultura non verrano lette, sono le vendite che contano, no?

Foto | Phototram

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