Un sorso d'acqua nel mare della Giornata Mondiale dell'Acqua

Un sorso d'acqua nella Giornata Mondiale dell'Acqua, dell’Anno Internazionale della Cooperazione Idrica, per riflettere su costi, provvedimenti e decaloghi anti spreco, anche a Roma

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Ogni risveglio dissetato dal primo sorso d'acqua mi ricorda quanto è preziosa, anche qui a Roma, e ricchezze che in troppi danno per scontate, dimenticando l'arsura provata in frangenti della vita e del destino che hanno poco a che vedere con quella quotidiana del miliardo di persone che non hanno accesso all'acqua potabile, o dei bambini che muoiono ogni 20 secondi per mancanza di acqua pulita.

Il primo sorso di oggi, nella XIII edizione della Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, dell’Anno Internazionale della Cooperazione Idrica,che punta ad esaltarne i successi insieme ai problemi legati all’uso sostenibile delle risorsa e ai conflitti per il loro uso e possesso, è andato a tutti gli anni di celebrazioni, ammonimenti, sensibilizzazione, decaloghi anti spreco e referendum, che non sono riusciti ad arrestare il numero di emissioni terrestri con il relativo surriscaldamento dell'atmosfera e alterazione dell'ecosistema, insieme al rapido esaurimento delle riserve idriche sotterranee in Cina come negli Stati Uniti, e l'avanzare delle zone aride che coprono circa il 41% della superficie terrestre, che nel prossimo 2025 porterà quasi due miliardi di abitanti del pianeta a vivere in regioni ad alto rischio di crisi idrica.

Crisi già manifesta anche in paesi che vivono gli effetti del suo contrario, come il nostro, e gli aspetti economici delle calamità idrogeologiche, oggetto del convegno tenuto ieri mattina nella Palazzina dell'Auditorio dell'Accademia Nazionale dei Lincei di Roma (via della Lungara, 230) https://www.lincei.it/modules.php?name=Convegni&file=lista&func=Convegni_edit&Id=1020.

Crisi che continua a ispirare appelli come quelli di Green Cross e decaloghi anti spreco come "Salva la goccia", che vanno dal chiudere il rubinetto quando ti levi i denti (7 litri di acqua risparmiati) al preferire la doccia al bagno (100 litri risparmiati), dal riparare i rubinetti che gocciano (5 litri al giorno risparmiati) al cibo lavato in una bacinella invece che sotto l'acqua corrente (90 litri risparmiati).

    Buone abitudini per la Giornata mondiale dell’acqua (e per tutto l’anno!)

    1. Quando ti lavi i denti usa un bicchiere, ma soprattutto apri il rubinetto esclusivamente per bagnare e sciacquare lo spazzolino: consumerai solo 2 1itri d'acqua. Non lasciare scorrere l'acqua, ne consumeresti almeno 9 litri.

    2. Chiudi il rubinetto quando ti insaponi. Non aprire completamente il rubinetto quando lavi le mani: basta un filo d'acqua. Quando il tuo papà si rade la barba digli di riempire una bacinella: in questo modo consumerà solo 4 litri d' acqua.

    3. Installa gli aeratori ai rubinetti. Si tratta di dispositivi che riducono della metà il flusso dell'acqua. Incredibilmente, sebbene il flusso sia ridotto, il getto sembrerà più forte poiché l' aria viene mescolata con l' acqua in uscita. Si potranno ridurre fino a oltre 1.000 litri al mese i consumi di una famiglia composta da 4 persone. Un aeratore a basso flusso costa poco (circa 3 – 4 euro) e si può trovare in qualsiasi negozio di ferramenta o materiale idraulico.

    4. Non stare sotto la doccia a lungo e non riempire troppo la vasca da bagno. Per la doccia si consumano in media 30-50 litri, mentre per il bagno quasi 150 litri. Nella doccia sarebbe opportuno installare un aeratore.

    5. Attenzione ai rubinetti che gocciolano: falli riparare subito, altrimenti sprecherai 5 litri di acqua al giorno.

    6. Non lavare la frutta sotto l’acqua corrente: basta riempire una bacinella Non aprire a lungo il rubinetto per avere l' acqua più fresca: basta tenere due bottiglie in frigorifero.

    7. I piatti e le stoviglie possono essere lavati riempiendo un catino: si consumeranno solo circa 20 litri d'acqua, risparmiando 90 litri. Ricordati che anche l'acqua di cottura della pasta va benissimo per lavare i piatti.

    8. Fai funzionare gli elettrodomestici, lavatrice e lavastoviglie, solo a pieno carico, scegli il programma “economico”; non usare il prelavaggio per i programmi a 90° C e ricorda: la lavatrice impiega da 90 a 160 litri per ogni ciclo di lavaggio.

    9. Se hai un giardino ricorda che in estate è bene irrigare le piante al mattino presto o di sera: così eviti che l'acqua evapori prima di raggiungere le radici. I fiori vanno bagnati con gli innaffiatoi e non con il tubo di gomma. Per arbusti e piante si possono utilizzare gli impianti a doccia: si immettono piccole quantità d'acqua, ma con ritmo costante. Evita di innaffiare oltre misura, ma solo quando ce n’è bisogno. Lascia le foglie tagliate sul terreno, in modo da prevenire, nei periodi di siccità, l'inaridimento del prato. Questo accorgimento diminuirà l'impiego di acqua per irrigarlo.

    10. È meglio lavare le automobili in una stazione self-service, perché si risparmia molta acqua. Lavandola con un tubo di gomma si consumano più di 400 litri.

Buone abitudini domestiche che possono fare la differenza per l'uso pratico ed etico 'indiscriminato' che facciamo delle risorse idriche, minacciate da speculazioni e privatizzazioni che mettono in campo anche referendum inutili. Per intenderci i due quesiti referendari che hanno avuto il 95% dei consensi nel 2011, sancendo l'abrogazione dell'obbligo per i servizi pubblici locali di tornare al pubblico e l'abrogazione della possibilità di ricavare profitti dalla gestione del servizio idrico integrato. Lunga battaglia con tanto di risse che ha fermato la vendita di altre quote comunali ai privati e avviato la campagna per far tornare totalmente al pubblico il servizio idrico di Roma, finito in parte all'Acea 'caltagironiana'.

A questo riguardo le bandiere dell'acqua pubblica continuano a tornate sotto Montecitorio per ricordare ai parlamentari che il voto referendario di giugno 2011 attende di essere applicato, mentre il Forum dei Movimenti per l'acqua continua la mobilitazione nazionale per la campagna di raccolta firme per l'ICE.

Per raggiungere obiettivi apprezzabili la mobilitazione per la tutela delle risorse idriche, dovrebbe estendersi anche ai consumi agricoli e industriali, e quindi a quello che mangiamo e usiamo, dalla tazzina di caffè che nasconde l'uso di 140 litri d'acqua, 135 in un uovo, 185 in un pacchetto di patatine, 2.400 in un hamburger, e nella carne degli allevamenti in generale. Senza parlare che la cosa si estende anche a quello che indossiamo, impiegando da da 2 a 20000 litri di acqua per una maglietta, ai circa 8000 che servono ad un paio di scarpe. Quello che serve è un cambiamento per cominciare a sentire di nuovo il sapore, il valore di un bel bicchiere di acqua, per tutti.

Foto | Flickr

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