Metro A, le domande aperte di una tragedia

metro_A_romaLa linea A della metropolitana è tornata a scorrere. Ma ancora non manca una risposta alla domanda più importante che questa tragedia, come ogni tragedia, ha posto: era un incidente evitabile?

I giornali oggi raccolgono le opinioni dei conducenti, che mi sembra delineino un quadro abbastanza nitido della loro posizione. La linea A, viene descritta dai macchinisti che hanno parlato a La Repubblica (pag.7 di oggi) come "Un'autostrada dove si sta perennemente incolonnati e dove le distanze fra un treno e l'altro non sono garantite", dove si viene costretti a turni straordinari fino a 100 ore al mese.

Perchè? Perchè una metro originariamente progettata per 250mila passeggeri, ne trasporta oggi 450 mila.

In altre parole il miglioramento del servizio che è stato apprezzato in questi anni è stato ottenuto a caro prezzo, perché ne è andata la saturazione della linea, solcata da troppi treni che creano una situazione di manifesto caos.

Fra le dichiarazioni più inquietanti sentite oggi, sicuramente c'è la voce secondo la quale dalla centrale partirebbero ordini di procedere lentamente nonostante i rossi per sgorgare il traffico, è sicuramente da verificare con attenzione. Poi ci sono i precedenti, che si sono moltiplicati da quando sono partiti i nuovi lavori di ammodernamento della linea. Ricordate il mese scorso quando la metro è stata bloccata per ore per un'incredibile infiltrazione? E poi ci sono i tanti piccoli problemi che tutti i passeggeri della linea A conoscono bene, rallentamenti anomali, soste strane.

Infine lo spettro dello scandalo, ipotizzato dai macchinisti: questa tragedia potrebbe essere un incidente da cantiere. Quel genere di incidente che accade perché si vuole garantire a tutti i costi un servizio durante dei lavori in corso.

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