Un convento di lusso

Ieri sera la dolcevita romana, un po' inzuppata in queste ultime uscite, si è ritrovata quasi senza meritarlo nella splendida cornice del nuovo Hotel Donna Camilla Savelli, che celebrava appunto la propria inaugurazione. In uno scenario da fiaba, ai piedi del Gianicolo, in via Garibaldi, questo gioiello architettonico ha svelato i suoi antichi segreti custoditi in un convento seicentesco, che vede nel suo progetto originale, niente meno che il genio di Borromini.

Nel 1642 infatti, la nobildonna Farnese, Camilla Savelli (da cui l'albergo riceve il nome) commissionò al grande architetto il convento di Santa Maria dei Sette Dolori e l'omonima chiesa attigua. A causa delle difficoltà economiche però, nel 1655 i lavori furono interrotti e per questo la stessa facciata non fu mai completata, restando di mattoni grezzi. E forse proprio per questo colpisce ancora di più nel suo unico connubio di eleganza e semplicità. Ecco perché il restauro è stato sapiente nel cogliere tal "matrimonio" fra angolo di quiete e palcoscenico di bellezza capitale. Pensate che le 78 camere, tutte diverse fra loro, con travi a vista e mobili antichi, sono ricavate dalle celle che ospitavano le suore dell'Ordine delle Oblate Agostiniane.

Terrazza mozzafiato, chiostro e suite imperiale, completano la magia. Benedetto, è il caso di dire, l'ospite che scenderà, anzi salirà da queste parti.

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