Malagrotta: sequestrato il nuovo gassificatore - Ritardi per l'apertura?

Avrebbe dovuto aprire le sue porte alla stampa il 13 novembre per la sua presentazione ufficiale. E sarebbe dovuto entrare in servizio nel gennaio 2009 bruciando migliaia di tonnellate di spazzatura ogni anno in coerenza con il piano rifiuti della regione Lazio. Oggi, però, è stato sequestrato dalla magistratura con l'ipotesi di reato di violazione delle misure per la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Parliamo del primo dei due nuovi gassificatori di Malagrotta, sottoposto questa mattina ad un sequestro giudiziario.

Il provvedimento della magistratura è stato giustificato con l'ipotesi di violazione del decreto legislativo in materia di tutela della salute e della sicurezza pubblica nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla presunta violazione delle norme per prevenire gli incendi. "C'è una cosa sola da fare, mettersi in regola - ha commentato poco dopo il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo - il cantiere resta comunque aperto perchè il magistrato, disponendo il sequestro, ha deciso di far proseguire i lavori". "Il provvedimento di sequestro - hanno invece spiegato i gestori del Colari, l'azienda di Cerroni che gestisce Malgrotta e il gassificatore - ad avviso dei nostri tecnici è frutto una non corretta interpretazione della normativa di riferimento da parte delle Autorità giudiziarie competenti, le quali, non condividendo il punto di vista della Regione Lazio, hanno ritenuto che il gassificatore fosse già in esercizio".

La sensazione è che, alla fine, l'apertura dell'impianto non subirà grossi ritardi, anche perchè necessario alla regione Lazio per chiudere il ciclo dei rifiuti. Le polemiche, però, piovono feroci. La parola ora passa ai giudici.

Il polemico dibattito su chi ha sbagliato è comunque durato l'intera giornata e va ancora avanti. La regione, ha spiegato Marrazzo, "era competente solo per l'autorizzazione e la rilevazione ambientale dell'Arpa". "Quanto successo - ha aggiunto - riguarda invece l'azienda che sta realizzando l' impianto e i soggetti competenti, come i vigili del fuoco che dipendono dal ministero dell'Interno".

Il WWF ha parlato di "sequestro che risponde alle preoccupazioni dei cittadini" mentre Fabio Rampelli, parlamentare del Pdl, ha invocato "la fine del monopolio in questo settore" evidenziando "l'esistenza di rapporti poco chiari tra il magnate del business dei rifiuti e alcuni significativi poteri territoriali".

L'azienda di Cerroni ripete, infine, che "Il conseguimento del Certificato prevenzione incendi, ovvero la presentazione di Dia, sono necessari soltanto per l' esercizio dell'attività. L'impianto invece non è in esercizio vista che la partenza delle attività è prevista per il 10 gennaio 2009".

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