Il Sacco di Roma: l'inchiesta di Repubblica sulla nuova capitale del cemento

Il Sacco di Roma

Il lungo reportage “Il sacco di Roma” pubblicato ieri su Repubblica è un vero e proprio attacco al proliferare del cemento nella nostra amata città. Sulla scia di quanto già messo in luce da Report, ci si interroga su quale sia la vera utilità di un allargamento a dismisura dei confini di Roma: dai 6000 ettari del territorio urbano del 1951 siamo passati ai 44000 del 2001, il tutto a scapito dell'Agro Romano.

E si continua a costruire, quartieri su quartieri sparsi nelle (ormai ex) campagne a macchia di leopardo senza alcuna continuità. Diventa così più difficoltoso e costoso realizzare un adeguato sistema di trasporti che raggiunga le nuove periferie che non a caso sono tutte mal collegate al centro cittadino.

Si calcola che quando sarà portato a termine il nuovo piano regolatore l’urbanizzazione di Roma sarà costituita da un territorio ampio circa 10 volte l’area di Parigi. L’urbanista Vezio de Lucia che a lungo ha studiato lo sviluppo della capitale mette subito in risalto un aspetto sconcertante: i residenti calano, ma aumentano le case.

Nelle nuove zone la densità di popolazione è bassissima, sono sprecati moltissimi spazi e tutto ciò a danno dei servizi per il cittadino. Anche le altre metropoli europee hanno commesso gli stessi errori, ma ora stanno rimediando bloccando l’urbanizzazione e concentrandosi sulla riqualificazione delle vecchie periferie, che invece nella capitale sono sempre più in balia del degrado.

D’altronde serve una forte presa di posizione da parte delle istituzioni locali, ma di fronte allo strapotere dei c.d. immobiliaristi che controllano tutto dai media alla politica c’è poco da fare. Emblematica è la frase conclusiva del reportage riferita al nostro primo cittadino:

Gianni è un ragazzo semplice e appassionato. Ma anche lui capirà. Capirà chi comanda a Roma. E in Italia.

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