Stati Uniti, Roma: Ogni maledetto martedì


Il primo martedì di novembre in America si vota: il motivo della scelta adottata dal Congresso nel 1845 è una delle più evidenti sintesi delle matrici che informano e di cui è fatta la società a stelle e strisce: economia e religione; così venne scelto il primo mese successivo a quello dei raccolti, per permettere agli agricoltori di viaggiare per recarsi alle urne, e per evitare che si saltasse la messa della domenica, lo spostamento iniziava il lunedì. E da allora, da più di centosessanta anni la formula non è stata mutata in virtù di quel principio tanto caro agli americani secondo cui una macchina non si cambia finché non si rompe.

Finita la digressione, ammetto subito che questo è un post-pretesto: un pretesto per inserire una delle scene cult per chi ama un certo genere cinematografico; e per suggerire che questo è uno dei quei giorni in cui ogni centimetro farà la differenza: al di là dell'oceano la vita (politica ovviamente) dei candidati, tutte le fatiche di un anno di estenuante campagna elettorale saranno decise dallo spostamento di pochi voti negli swing states, stati nel quale l'esito è in bilico.

E poi eccoci sulla sponda nostrana dell'oceano. Ho visto il post di Alexandros84 sulla partita di stasera, di una disastratissima Roma contro uno schiacciasassi chiamato Chelsea, subito dopo quello di Fc sulle elezioni in America e il pensiero è volato subito allo splendido discorso di Al Pacino: questa è una giornata da "Any given thursday".

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