Valzer di uccelli: il cielo sopra Roma

Che il clima sia cambiato è cosa che ci ha perfino stancato sentirci ripetere. Il cielo romano ci offre settimanalmente orizzonti sempre meno abituali. Affascinanti. A volte perfino inquietanti. Nuvole che non eravamo abituati a osservare, colori e luci che non ritenevamo possibili nella culla del Mediterraneo. Deve essere per questo che invece ci siamo affezionati a fenomeni ricorrenti che segnano ancora il passaggio delle stagioni.

Uno di questi (già segnalato su 06blog) è il consueto valzer degli stormi in certe zone tipiche nel cuore della città, dove resistono alberi e calore urbano, tanto cari ai pennuti in questione. La stazione Termini, fra piazza dell'Indipendenza e piazza dei Cinquecento, piazza Cairoli, largo Argentina, o piazza Risorgimento, piazza Mazzini e diverse altre strade dei Prati.

Questi sono alcuni dei punti preferiti di ritrovo per lo sturnus vulgaris, quando il sole comincia a tramontare prima ed il freddo si fa sentire (o dovrebbe). I vari tentativi di debellare i chiassosi e non proprio salubri concittadini alati, sembrano decisamente falliti. Ed è vero che quando ci si passa sotto, ci si tappa il naso (che poi per quanto inquiniamo noi, direi che siamo sempre in debito...), le orecchie e ci si pensa due volte prima di parcheggiare nei pressi.

Ma è altrettanto vero che visti da lontano, nella cornice autunnale di Roma, in quelle trame oscure e suadenti, che ricamano vortici e ghirigori magnetici alla sera, c'è da perdersi totalmente. In una evasione poetica e sognante che per più di un attimo, ci fa librare lontano dal caos quotidiano e dalle minacciose scadenze dell'inverno che incalza. Alzate lo sguardo, allora, o salite su un tetto se potete, e godetevi il jazz.

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