Le leggende di Villa Medici

villa medici

E' la sede dell'Accademia di Francia, uno dei luoghi di cui i nostri "cugini" d'oltralpe vanno fieri e orgogliosi, come già per il Palazzo Farnese e per la chiesa di San Luigi dei Francesi. E' Villa Medici a Trinità dei Monti, una storica villa di Roma ricca di misteri e leggende.

Villa Medici risale al XVI secolo e uno dei suoi primi proprietari fu Ferdinando de' Medici. Poi fu la volta di Napoleone che nel 1803 prese possesso dell'edificio e vi trasferì l'Accademia di Francia.

Come dicevamo, la villa nasconde delle curiose leggende legate ad alcuni nomi famosi del passato di Roma. Uno è quello di Messalina, tra le donne più discusse dell'antica Roma, a causa della sua fama di seduttrice e amante del piacere sessuale. Si racconta che il suo fantasma vaghi nel bosco che si estende oltre il giardino interno all'edificio.

Infatti, Messalina abitò proprio in questo luogo dove oggi sorge la villa. Probabilmente vi trascorreva notti di orge con il suo amante Silio, ma vi trovò ben presto anche la morte, un atto di vendetta del marito, l'imperatore Claudio.

Un'altra leggenda invece è più "recente", risale al XVII secolo. Protagonista è la regina Cristina di Svezia nota per essersi convertita alla religione cattolica e per il suo carattere eccentrico e capriccioso. Secondo la leggenda, la regina un giorno fece visita a Castel Sant'Angelo. In un momento di pura follia la regina ebbe la bella idea di sparare con uno dei numerosi cannoni situati sulle terrazze del castello, alcuni dei quali sono ancora oggi esposti lì.

L'arma fu puntata proprio verso Villa Medici e ancora oggi si può notare il danno procurato da quest'atto di pazzia: sul portone bronzeo è possibile notare l'impronta lasciata dalla palla di cannone. Inoltre, sempre sencondo la leggenda, questa palla di cannone sarebbe quella che orna la fontana che si trova davanti l'edificio.

Naturalmente questa storia è tutto frutto dell' immaginazione: sebbene non vi sia alcuna prova per negare che Cristina di Svezia abbia effettivamente fatto fuoco con l'arma, sarebbe stato davvero impossibile sparare una palla di tale peso a circa 1,5 Km, la distanza che separa il castello dalla villa, poichè nessuno dei cannoni in uso presso Castel Sant'Angelo nel XVII secolo era capace di tale prestazione.



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