La settimana dei Municipi: la decisione entro marzo

Marzo si profila sempre più come il D-month per la città di Roma: oltre a insediarsi il nuovo governo nazionale che, ahinoi, ha sede qui, a eleggere il nuovo Papa (chi di dovere), a risvegliarsi con un po’ d’anticipo la stagione turistica, complici anche le festività pasquali, e a entrare nel vivo la campagna elettorale per il futuro sindaco, anche l’accorpamento dei Municipi arriverà alla resa dei conti.

Già, perché da più parti si sta spingendo verso l’approvazione del nuovo statuto di Roma Capitale entro la fine del prossimo mese, per evitare di bloccare il tutto con l’avvento delle elezioni comunali e soprattutto per evitare un commissariamento che farebbe passare la palla della sorte municipale dall’Aula Giulio Cesare direttamente alle mani del prefetto Pecoraro.

Oltre alla questione dell’accorpamento, per dovere di cronaca, ricordiamo che il nuovo statuto dovrebbe chiarire anche la natura del rapporto tra il Comune e le amministrazioni municipali, in modo che non ci siano fraintendimenti, specie dopo il 26-27 maggio, e così da potenziarne il ruolo ampliando le competenze, i servizi e gli investimenti, in ottemperanza a una vera riforma orientata al decentramento.

Se non si raggiungerà un accordo entro il 10 marzo, quindi, i nuovi confini saranno tracciati ‘dall’alto’: una bella sconfitta per il Campidoglio e un’incognita per i nodi più controversi della materia, come l’ampliamento del Municipio I a includere il XVII e parte del IX, l’unione del restante IX col X, la confluenza del Municipio III nel II, mentre il III diventa il IV e il IV diventa il V. L’attuale Municipio V, poi sarà il matrimonio tra il VI e il VII, il VI sarà l’VIII, il VII risulterà dalla fusione di X e parte del IX, il Municipio VIII sarà l’attuale XI e il IX l’attuale XII.

E ancora: il X coinciderà con il XIII e l'XI con il XV; quello che oggi è il XVI sarà denominato Municipio XII, il XIII sarà formato dal territorio del XVIII, il XIV sarà l'attuale XIX e, infine, il XV sarà formato dall'attuale territorio del XX. Questa, in sintesi, la nuova mappa di Roma, almeno vista attraverso la lente d’ingrandimento delle sue amministrazioni interne. Che dire? Che staremo a vedere, come al solito, e come al solito sperando che la soluzione che verrà adottata sia la migliore dal punto di vista delle esigenze dei cittadini che abitano i diversi territori, e non da quello (che ci ha francamente un po’ stufato) delle opportunità elettorali.

Foto | Flickr

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