Horus sgomberato, lancio di petardi e tensione - cronache dalla piazza


Da una parte un centinaio di agenti in tenuta antisommossa di Carabinieri e Polizia. Dall'altro, schierati a semicerchio, circa un migliaio di giovani dei centri sociali a volto coperto. In mezzo a loro una nuvola irrespirabile di fumo illuminato dal rosso dei fumogeni lanciati a terra. E poi, dopo una mezz'ora durante la quale la tensione si è accumulata, la pentola a presione scoppia: i ragazzi lanciano decine di petardi e bottiglie vuote contro le forze dell'ordine e vengono date alle fiamme diversi cassonetti dei rifiuti. E' stata una serata di estrema tensione quella che si è registrata ieri a piazza Sempione, teatro di un'ora di quasi guerriglia urbana al termine del corteo di protesta per lo sgombero mattutino dell'Horus club.

Questa è la breve cronaca di quanto successo. Il corteo parte da via Capraia, dalla sede del centro sociale Astra. Per un'ora buona la manifestazione sfila rumorosa e civile tra le strade del quartiere. Ma tutti sanno che la tensione si accumulerà a piazza Sempione, presidiata dalle forze dell'ordine per evitare quella "rioccupazione dell'Horus" che i portavoce del centro sociale promettono per tutta la marcia parlando con noi giornalisti. Intanto, mentre si cammina, il consigliere comunale di Rifondazione Andrea Alzetta attacca il sindaco: "I centri sociali occupati dalla Destra certamente non verranno sgomberati, Casa Italia Prati è ormai dentro il Pdl...".

Si arriva a piazza Sempione. Inizialmente i due fronti, quello dei manifestanti e quello della Polizia si fronteggiano. Gli agenti sono nervosi: "se si avvicinano li acciacco" sento dire da un autista di una camionetta che fortunatamente non si metterà mai in moto. Poi la tensione salta. Gli agenti fanno qualche passo in avanti. I manifestanti la prendono come un'aggressione e iniziano a bersagliare Polizia e Carabinieri di lanci di bottiglie e petardi. Per fortuna non segue nessuna carica ne ricorso a manganelli o lacrimogeni. I manifestanti arretrano e prima di tornare all'Astra con un corteo non autorizzato bruciano alcuni cassonetti e ne rovesciano in mezzo alla carreggiata altri.

Il ritorno al punto di partenza è segnato dalla tensione in coda al corteo. I manifestanti cercano di bloccare il traffico spostando cassonetti sulla strada. Un auto di una donna sgomma verso i manifestanti colpendone alcuni senza gravi conseguenze e viene ricoperta di insulti. E dalle finestre si gioca uno scontro verbale tra i ragazzi dei centri sociali e alcuni cittadini evidentemente alterati da quanto succede in strada. Sembra di assistere a quanto avveniva a Genova durante il G8 ma al contrario: nel capoluogo ligure, nonostante la guerriglia, le persone alle finestre mostravano solidarietà e applaudivano i manifestanti. Ieri l'esatto contrario: all'indirizzo dei ragazzi solo insulti.

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