Donna stuprata accusa il Comune di averla dimenticata. Il Campidoglio replica

Aveva subito uno stupro nel maggio scorso nel call center dove faceva le pulizie per conto di una ditta esterna, dal convivente della datrice di lavoro, Alessio Amodio, chiamato a giudizio per rispondere dell'accusa di violenza sessuale.

Oggi Magdalena, una donna rumena che vive da dieci anni in Italia con due figli, si è sfogata durante l'udienza che si è svolta davanti ai giudici della VII sezione penale sostenendo di essere stata dimenticata da tutte le persone che le avevano promesso aiuto, tra cui il sindaco Gianni Alemanno che aveva garantito che il Comune sarebbe stato presente in giudizio come parte civile. Ma secondo la vittima nulla di quanto promesso è stato mantenuto e a tutt'oggi è rimasta senza lavoro.

Replica il Comune per bocca dell'assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso: "Vogliamo rassicurare Magdalena, nessuno l’ha mai abbandonata. Nel corso di un incontro a fine settembre, - ha aggiunto l'assessore - Magdalena ci ha chiesto di essere aiutata. A quel punto ci siamo immediatamente attivati mettendoci in contatto con diverse associazioni per un suo eventuale reinserimento lavorativo e siamo tutt’ora in attesa di avere un riscontro".

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