Materassi in fiamme e immigrati sui tetti: rivolta al Cie di Ponte Galeria

Ponte Galeria, alle porte di Roma. Un gruppo di ospiti del CIE (Centro Identificazione ed Espulsione) centro si è asserragliato nella struttura impedendo l'accesso dall'esterno.

Alcuni immigrati, per lo più nigeriani, hanno dato alle fiamme materassi e suppellettili ed altri sono saliti sui tetti. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire con tre squadre per spegnere l'incendio e la polizia sta ripristinando l'ordine.

Nel corso della protesta una poliziotta è rimasta ferita ad una mano ed è dovuta ricorrere alle cure mediche.

Ovviamente immediate sono state le polemiche. Gianluca Peciola, del coordinamento Sel Area Metropolitana di Roma, denuncia:

"La rivolta conferma l’emergenza e la drammaticità delle condizioni di detenzione all’interno del Cie di Ponte Galeria I centri di identificazione ed espulsione sono disumani luoghi di privazione delle libertà fondamentali. Persone che non hanno commesso alcun reato sono private della libertà personale, solo perché si trovano nel territorio del nostro Paese senza un permesso di soggiorno. Sinistra Ecologia e Libertà continua a battersi perché i Cie vengano chiusi e perché venga riformata la nostra legislazione sull’immigrazione".

Diversi i commenti politici. Françoise Kankindi, responsabile delle politiche migratorie nella Lista Civica Zingaretti, ha subito dichiarato:

"Si tratta dell'ennesima tragedia annunciata, non si può pensare di poter negare i diritti basici senza andare incontro a situazioni drammatiche. Gli immigrati non chiedono privilegi o meno doveri, chiedono solo che vengano rispettati i loro diritti basici di esseri umani. Spero che la rivolta di Ponte Galeria non conduca a situazioni tragiche, in questo momento si parla già di feriti, e possa rientrare al più presto.

Nei giorni scorsi un cittadino ivoriano si è dato fuoco all'aeroporto di Fiumicino dopo che la sua domanda di asilo era stata rifiutato. Piuttosto che andare in cella dentro il Cie di Ponte Galeria o essere rimpatriato in Costa d'Avorio, ha cercato di suicidarsi. In questo momento sappiamo che le sue condizioni sono in via di miglioramento. Anche ieri un cittadino africano si è gettato sotto la metro B, uccidendosi. Il disagio è in aumento, bisogna affrontare questa spinosa questione attraverso gli strumenti della mediazione culturale e del diritto".

Giuseppe Rossodivita, il candidato alla Regione Lazio per la Lista Amnistia Giustizia Libertà, fa sapere la sua storia:

"Lo scorso 6 febbraio, ho fatto formale richiesta al Ministero degli Interni, anche nella mia qualità di Consigliere Regionale ancora in carica, di poter far visita al Cie di Ponte Galeria di Roma per verificare le condizioni di detenzione di questo vero e proprio lager.

Tra l'altro nel Cie di Ponte Galeria è detenuto uno dei cittadini stranieri, da me difeso, al quale lo Stato italiano deve ancora corrispondere il risarcimento dei danni che gli è stato riconosciuto dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo con la recente e nota sentenza pilota. Da notizie giuntemi la situazione umanitaria è gravissima e trovo francamente assurdo che passino così tanti giorni per avere l'autorizzazione per potervi accedere".

Infine Fabio Nobile, candidato di Rivoluzione Civile per la Regione, commenta così:

"Oggi, di fronte a questa ennesima rivolta, auspico che si torni a parlare di Cie, di cosa sono e di come ci si vive perché tutti sappiano che si tratta di luoghi di privazione della libertà personale e di sistematica violazione dei diritti umani. Occorre chiuderli tutti e varare una radicale riforma delle leggi sull'immigrazione. Solo così potremo tornare a definirci un Paese civile".

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