La Tana della Lupa: Tottilandia

La Tana della Lupa: Roma - Juventus

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La Roma ha un profeta. Un maestro Jedi. Un Capitano. Si chiama Francesco Totti. E chi ha la mia età lo vede sgambettare da circa 20 anni, praticamente da quando si andava ancora a scuola. E' una sorta di fratello. Che ci ha fatto saltare 224 volte (solo in campionato).

Passano gli allenatori, le gioie e i dolori, le polemiche, i progetti, le promesse e i fallimenti. Ma lui è ancora lì, non solo nel mezzo come canterebbe il Liga, ma lì davanti, a fare la differenza, perché lui i "piedi buoni" ce li ha.

Roma - Juventus 2013 è una partita tirata, maschia. Italiana. Ma senza Totti, "il non-decisivo", finisce 0 a 0. Perché la Roma di Andreazzoli è attenta e corta, ma non concretizza. Poi arriva il fulmine, la saetta, l'onda d'urto di Francesco. Un missile terra-sette della porta di Buffon, incenerito.

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E' un tiro di prima con la palla che ti arriva incontro ad una certa velocità, che la maggior parte dei calciatori manderebbe in curva. Totti lo incastona nel sacco. Ed esplode di gioia come quando aveva 16 anni.

Io non so come faccia a trovare quell'identico, spensierato, gioioso modo di giocare a pallone. Quello che avevamo tutti quando giocavamo da ragazzi. Lo invidio o quasi mi intenerisce.

La Roma vince una partita importante contro la squadra più bella da battere. Soprattutto per il suo morale spremuto. Aggrappandosi con le unghie al capitano, che viene sepolto dai compagni dopo il gol.

Andreazzoli ridisegna la squadra con il maggior buon senso che si possa cucire, chiedendo ai migliori dove se la sentono di giocare. Il risultato è una formazione spallettiana con spirito bearzotiano, che prescinde dai suoi uomini migliori.

Ora vediamo se non è stato solo un fuoco di paglia, una prova d'orgoglio e di rabbia. Che poi è sempre stato il problema di questa Roma dai tanti profili: la continuità.

Non basta una bella vittoria con un nemico storico per cancellare questa squallida stagione. C'è tempo per conquistarsi una maglia da titolare per la prossima. Vediamo chi la merita.

pagelle e voti

Stekelenburg 7 Non sbaglia nulla. Bravo sulla punizione di Pirlo. Puntuale nelle uscite alte, ben protetto dalla difesa bassa. Con cui si trova finalmente.

Piris 6,5 Dimostra che trova spazio anche con un normo-allenatore. Qualche "spazzata" delle sue. Ma tutto sommato ordinato.

Burdisso 6,5 Torna al centro a fare il duro. E non bada a spese. Aiutato dalla velocità di Marcos.

Marquinhos 7 Ritrova la sua vena migliore. Coprendo come sa e salendo spesso.

Torosidis 7,5 E' la sorpresa migliore. Davvero una bella prova di questo oggetto misterioso. Che a volte rischia di ricordare Tarzan Annoni per l'irruenza, ma per fortuna i cross sono diversi.

Pjanic 7 Si sacrifica facendo il mediano vero. Ringhiando su ogni pallone. Ma quando libera l'estro o il tiro fa vedere di che pasta è fatto. Al dente. Esce per Bradley 6 attento e lento.

De Rossi 6,5 In una posizione consona. Fa bene in fase di interdizione, molto meno in costruzione dove sbaglia troppi passaggi. Avrebbe pure la palla del raddoppio sotto la Sud per far esplodere la vena, ma se la trova sul sinistro.

Marquinho 6,5 Grinta e coraggio. Non tira mai indietro la gamba. Anche se sembra quello che fatica di più a capire dove giocare col nuovo modulo. Esce per Balzaretti s.v. per sua fortuna

Lamela 7 Cresce molto nella ripresa. Potrebbe fare qualcosa di egregio ma cincischia al momento decisivo. Nel recupero però fa il Totti, anzi è molto più bravo ad irridire la difesa bianconera.

Totti 9 Perché non c'è solo quella bomba. Quel meteorite che già da solo vale troppo, ci sono le illuminazione per Osvaldo, per Lamela, per Torosidis. I ritorni fino alla linea di fondo, i calci in mezzo (ricevuti e dati, con scuse per Pirlo per una foga estrema). Il simbolo dell'impegno. Esce per Florenzi s.v.

Osvaldo 6 Cuore e sudore ma sbaglia maglia. Era quella di Destro.

Andreazzoli 7,5 Vince la sua partita più importante. Contro le vedove zemaniane. Esistono davvero...

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Foto | © Getty Images

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