Ghetto, Roma ricorda le deportazioni del 1943

Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, ha ricevuto una lettera dal presidente del Consiglio in occasione della ricorrenza dei 65 anni della deportazione degli ebrei romani ad Auschwitz, celebrata oggi. "Proprio nell'autunno di 70 anni or sono - scrive Berlusconi - l'Italia conosceva la vergogna della promulgazione delle leggi anti ebraiche. L'approvazione delle leggi razziali privava l'Italia del contributo essenziale di intellettuali, scienziati, artisti che rappresentavano motivo di orgoglio nazionale e che avevano fattivamente contribuito alla crescita culturale ed economica del nostro paese. Al sacrificio delle menti fece seguito, cinque anni più tardi, il sacrificio di tante vite umane di cui molte strappate alla città di Roma", ha ricordato il premier nella lettera.

"Oggi il fatto che almeno nella leadership della destra ci sia l'idea di dichiararsi antifascisti è una conquista che dobbiamo conservare gelosamente" ha risposto Pacifici. "E' evidente che è un processo molto lungo e che dovrà colpire anche la pancia del partito e specialmente i giovani". Pacifici ha poi consegnato a Gianfranco Fini, presidente della Camera in visita alla sinagoga, una lista di siti razzisti: "Domani andremo a denunciare alla polizia postale i nomi dei siti riconducibili ad una unica sigla che predicano il razzismo", ha detto. Si tratta di fenomeni razzisti "che non riguardano noi ebrei direttamente ma che ci preoccupano. Non è un'emergenza, ma non è assolutamente da sottovalutare". Per commemorare la memoria di oltre mille romani deportati il 16 ottobre 1943, sono state deposte quattro corone da parte del sindaco Gianni Alemanno, del presidente della Provincia Nicola Zingaretti, del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.

Fonte | Repubblica.it

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