Proposta al Consiglio comunale per conferire la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano


Il gruppo consiliare del Piddì capitolino ha presentato una mozione per conferire a Roberto Saviano, autore di Gomorra, la cittadinanza onoraria romana: "È un dovere morale e un riconoscimento importante innanzitutto verso Saviano ma anche verso i rappresentati dei Comuni interessati dal cancro camorrista", dice il consigliere Pd Panecaldo. La proposta del Pd romano di attribuire la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano sta raccogliendo adesioni bipartisan tra i consiglieri dell'Aula Giulio Cesare: "Sottoscriverò la proposta annunciata dai consiglieri del Pd di insignire con la cittadinanza onoraria della capitale lo scrittore Roberto Saviano e credo che farebbe bene a farlo l'intero consiglio comunale di Roma". Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale e capogruppo della Destra in Campidoglio.

Può scattare una sorta di riflesso pavloniano, di bollare la proposta come l'ennesimo atto formale e demagogico, che si inserisce nella moltitudine di inutili riconoscimenti a costo zero ma dalla ottima resa politica in termini di visibilità. Eppure, secondo me, mai come stavolta la forma è sostanza. Roberto Saviano è un uomo (ragazzo di 28 anni) reso letteralmente solo, privato della sua vita, del suo tempo e dei suoi affetti dalla forza delle sue parole che da sole hanno mosso e portato a risultati più di quanto hanno reso le azioni di una certa politica.

Saviano non deve essere lasciato (ancora più) solo, non deve neanche percepirlo quel senso di abbandono, che invece, ahi noi, forse sta maturando dentro lui e che lo ha portato ha dirsi tentato dall'andarsene per 'rifarsi' una vita. Ogni istituzione ha il dovere di trasmettere forza a Roberto Saviano facendogli sentire forte la sua presenza. Anche con iniziative come quella del consiglio comunale, di portare Saviano dentro l'Aula Giulio Cesare. Eppoi, non so voi, ma io sarei onorato di essere concittadino di Roberto Saviano.

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