Giovane esule si dà fuoco a Fiumicino

Ieri è stato un giorno prodigo, di baci, emozioni e riguardi, per chi ha avuto la fortuna di festeggiare ogni forma di amore, un giorno come un altro per molti altri, che di certo ha riservato il solito trattamento ai cosiddetti 'indesiderati' che vivono ai margini ovunque, come il 19enne della Costa d’Avorio che si è dato fuoco negli uffici della Polizia di Frontiera, al Terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino.

Un gesto disperato seguito all'arrivo in Italia, alla richiesta d'asilo presentata alla Commissione italiana e rifiutata, al tentativo di raggiungere l'Olanda interrotto ad Amsterdam dal «Regolamento Dublino», che lo ha rinviato nel paese dove aveva richiesto l'esilio e lo spettava l'espulsione. L'iter a questo punto gli consentiva di presentare una nuova domanda, aspettandone l'esito detenuto al Cie di Ponte Galeria, che forse il ragazzo ignorava o forse lo ha spinto a cospargersi di liquido infiammabili e darsi fuoco. Salvato da una funzionaria della Dogana dell’aeroporto, il ragazzo in gravi condizioni è ricoverato all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, ma è solo una delle vittime dell'iter burocratico con il quale i paesi di tutto il mondo accolgono gli esuli...

  • shares
  • Mail