Berlusconi e Alemanno: per Roma e l'Italia abolizione dell'Imu per la prima casa

In amore e in guerra tutto è lecito, e le campagne politiche sembrano governate dalla stessa appassionata mancanza di scrupoli, che induce a peccare in pensieri, parole, opere e omissioni, soprattutto le ultime, stando alle rivelazioni illuminanti condivise in Campidoglio dal Cavaliere in corsa per le prossime politiche e Gianni Alemanno pronto a rinnovare il mandato come sindaco di Roma, gli stessi che si sbracciavano dal balconcino nel 2009.

Rivelazioni tese a far chiarezza sui 'fraintendimenti' dei mesi scorsi e i programmi dei prossimi, con le quali lo stesso Berlusconi, dopo aver lasciato lo scettro e il macete al banchiere Monti, e aver pensato di non ricandidasi per problemi 'politici e di età', torna in campo brandendo l'abolizione dell'Imu per la prima casa come un vessillo,'lieto di confermare la sua fiducia e di tutto il Pdl a Gianni Alemanno come candidato per le prossime elezioni comunali', e chiarire che anche quando il sindaco parlava dell'inopportuno ritorno al governo di Berlusconi «era autorizzato da me».

«Per prima cosa l'abolizione dell'Imu sulla prima casa, poi la restituzione dell'Imu sulla prima casa, la completa riorganizzazione e razionalizzazione della tassazione sugli immobili (è vero che l'Imu l'abbiamo inventata noi ma non comprendeva la tassa sulla prima casa), quindi l'impignorabilità della prima casa, il pagamento dei debiti dell'amministrazione pubblica verso le imprese private».

La lista però è ben più lunga e si estende all'allentamento dei tagli della spending review decisi dal Governo Monti, a partire da taglio taglio ai Comuni di 2,250 miliardi previsto per il 2013, con ricaduta sui servizi essenziali, la modifica del Patto di Stabilità dei Comuni per sbloccare gli investimenti, i pagamenti alle imprese che stanno fallendo e l'edilizia in cantiere, escludendo dal calcolo le spese di manutenzione per strade e scuole, per la sicurezza e per i trasporti, con il risultato immediato dello sblocco di 11 miliardi di giacenze di cassa dei Comuni e di 14,5 miliardi di pagamenti alle imprese.

Un pensierino va anche al ruolo esercitato da Equitalia nella riscossione dei tributi, da gestire con la partecipazione attiva dei Comuni, al Piano Città e il Piano Casa da rilanciare, alla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico da accelerare, insieme all'utilizzo delle energie rinnovabili, e a chi ha chiesto la sua opinione sul problema dei rifiuti, l'ex premier in corsa per di nuovo per il governo, dopo la pausa Monti, ha risposto,

«A mio parere darei il via alla costruzione di termovalorizzatori necessari per lo smaltimento dei rifiuti».

Berlusconi svela e Alemanno conferma «dalla prima all'ultima parola», mentre la platea si divide tra chi ha invocato il ritorno del cavaliere, chi è disgustato dalla farsa, e tutti gli estimatori della mossa del giaguaro dell'ex premier, anche se una parte non riesce a cancellare dalla mente la versione del Piotta.

Foto | © Getty Images

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