Il Papa lascia il pontificato: favorevoli, contrari, agnostici

Papa Ratzinger ci saluta

Non ci vogliono profezie e indovini del calibro di Malachia, Nostradamus o Nanni Moretti, per sapere che non sarà Papa Benedetto XVI a proseguire il cammino di San Pietro per condurci fino al giorno del giudizio, salvo questo non arrivi entro il prossimo 28 febbraio, giorno designato e comunicato in latino (video dopo il salto), durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, per la rinuncia del ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, affidato dai Cardinali a Joseph Ratzinger il 19 aprile 2005.

Una decisione sofferta, ponderata da Papa Ratzinger sulla perdita di vigore del corpo e dell’animo, non priva di precedenti, fermi comunque al 1400 che non ne minimizzano la gravità e impopolarità, per chi considera l'investitura una chiamata della fede e una missione spirituale che trascende ogni altra cosa 'umana', soprattutto dopo l'esempio di di Karol Wojtila con il pontificato di Papa Giovanni Paolo II sostenuto in anni di malattia debilitante. Una manna per ironici, non simpatizzanti e tutti coloro che non si uniformano alla visione del dogma, in parte responsabili del traffico social e dei cinguetti, da #papa a #Ratzinger passando per #papamolla. Un atto che in ogni caso, dopo aver lanciato una vera bomba mediatica, dalle ore 20 del 28 febbraio 2013, lascia la sede di Roma vacante con relativa convocazione del Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Il toto-papa è già iniziato con Berlusconi tra gli aspiranti, ma aspettando di vedere cosa solleverà tutta la faccenda, questo è il momento della riflessione e l'occasione per lo scambio di opinioni, su una notizia che riguarda o sfiora bene o male tutti, e sulla quale invito tutti a esprimere il proprio giudizio, secco, tra favorevoli e contrari, con tutto lo spazio dei commenti per le considerazioni più articolate.

... ma se vi sembra troppo semplice e riduttivo ecco una seconda versione:

Foto | © Getty Images

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