La strana polemica tra il signor Caltagirone e l'ex sindaco Veltroni

Sta mondando in queste ore a Roma una strana polemica. Da una parte c'è un signore, costruisce palazzi, e negli ultimi 5 anni ne ha costruiti veramente tanti. Si chiama Francesco Gaetano Caltagirone. Dall'altra c'è un altro signore che negli ultimi sette ha fatto il sindaco della città, naturalmente non c'è bisogno di chiarire chi sia, visto che avrete già capito si parli di Walter Veltroni.

La polemica è curiosa: il primo signore, Caltagirone, nonostante abbia avuto in questi anni l'opportunità di costruire migliaia di case in giganti palazzine come quelle della Bufalotta o a Parco Leonardo qualche ora fa ha attaccato l'ex sindaco dichiarando che Roma "negli ultimi 5 anni non ha avuto una guida. In città ci sono favelas e mancano infrastrutture". L'altro signore non ha replicato ma le forze politiche ed economiche della città hanno incorciato i fioretti: "Forse Caltagirone avrebbe voluto costruire ancora di più" gli manda a dire un rappresentante del Pd. "No ha ragione lui - risponde il forzista Giro - Mi accorgo di quanto sia lontana la leggenda del modello Veltroni". Più prosaicamente, invece, altri come il potente presidente della Camera di Commercio di Roma ricordano come, "Roma sia molto cresciuta in questi 15 anni, lo dicono anche i dati Istat".

La cosa curiosa di tutta questa vicenda, però, è un'altra. I tanti che hanno attaccato Veltroni in questi anni, accusandolo di aver concesso troppo ai palazzinari e di essere troppo amico dei poteri forti, ora sono tutti schierati con il più grande imprenditore del mattone di Roma, il potere forte per eccellenza. E già si vocifera, vox populi, che Caltagirone ora giochi la carta Alemanno per modificare il piano regolatore, quindi altro mattone... Senza malizia, misteri della politica.

Uno spunto di discussione lo si trova in questo interessante articolo sul Clandestinoweb. Il Prg, si legge, avrebbe ridimensionato il potere di Caltagirone, il quale in campagna elettorale scelse Alemanno e ieri ha denunciato come Roma sia stata gestita con ingenti risorse "andate in incentivi a vantaggio di pochi, danneggiando tutte le altre imprese".

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