Proseguono gli scioperi de Il Messaggero

il messaggero

Ancora una domenica senza Il Messaggero. Ci scrive direttamente la Rappresentanza Sindacale Unitaria del quotidiano e pubblichiamo senza problemi:

"Poiché vi siete occupati della nostra vicenda la settimana scorsa (e di ciò vi ringraziamo), volevamo chiedervi se fosse possibile pubblicare la seguente nota, come ha fatto l'Unità:

Il quotidiano il Messaggero non è uscito domenica 10 febbraio, per uno sciopero dei tipografi, facente parte del pacchetto di cinque giorni proclamato a fronte del piano di 33 esuberi deciso dall'editore, comprendente 24 licenziamenti e 9 prepensionamenti. I primi due giorni di astensione dal lavoro hanno già avuto luogo la settimana scorsa, nei giorni sabato 2 e domenica 3 febbraio 2013, date nelle quali il Messaggero è stato assente nelle edicole".

La comunicazione della RSU del Messaggero prosegue:

Un'ulteriore trattativa fra la RSU e l'azienda è fallita giovedì scorso, 7 febbraio 2013. I dirigenti infatti, non hanno mostrato la volontà di ritirare i licenziamenti. «Il piano è da respingere - si legge in una nota - sia per le modalità di gestione degli esuberi (sarebbe la prima volta che vengono applicati in azienda licenziamenti collettivi), sia perché la nuova grafica del giornale, così come emerso in queste prime settimane di utilizzo, non rende affatto superfluo il lavoro dell’area preparazione». Inoltre il cdr «ritiene possibile e auspicabile l’impiego di personale che l’azienda considera in esubero per lo svolgimento di attività attualmente affidate all’esterno oppure tuttora in fase di sviluppo.

Dopo la proclamazione dello sciopero, l'editore ha convocato la RSU e le OO. SS. sindacali nazionali e territoriali in Fieg, martedì 12 febbraio 2013. Le organizzazioni sindacali fanno sapere in un comunicato che "Da parte sindacale è stato chiesto il ritiro del suddetto provvedimento come fattore propedeutico ad una discussione che affronti i problemi presenti al Messaggero, insieme alla richiesta di rientro di tutto il lavoro esternalizzato e il rispetto dei ruoli contrattuali tra giornalisti e poligrafici".

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