Antropologia urbana in trasferta: il mistero delle 3 carte

Io, blogger di 06 in trasferta a 02, non faccio a tempo a scendere le scale della metro della stazione che mi trovo davanti ad una scena degna dei momenti migliori della nostra fortunata serie sull'antropologia urbana. Sono riuscito a camuffare in qualche modo la macchinetta fotografica e mi sono avvicinato a questa bisca clandestina mentre le tre carte giravano e si mescolavano e sguardi indiscreti mi avevano già addocchiato come presunto pollo da spennare.

Il personaggio più carismatico nell'organizzazione di questo piccolo crimine è chiaramente l'uomo del banco in giacca e cravatta. Attorno a lui, i suoi collaboratori, non uno o due, come accade di solito, ma più di 5 o 6. Girano banconote da 50, 100 euro, il tutto in una cornice di comportamenti teatrali che potrebbero trarre in inganno solo il più maldestro degli appena inurbati (ma di quelli degli anni '50).

Non so nemmeno se esistano dei capi d'imputazione per questo genere di micro-geronto-criminalità dove la cosa più pericolosa potrebbe essere al massimo una dentiera fuori controllo. Mi ha quasi commosso questo quadretto in stile "Amici miei", mi immagino i discorsi fra questi pensionati che tornando a casa senza un soldo in tasca hanno fatto un'altra marachella.

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