Il Tar blocca i trasferimenti rifiuti di Roma in quattro impianti laziali

clini rifiuti lazio

Il Tar del Lazio ha detto "no" al decreto del ministro dell'Ambiente Clini che aveva permesso al commissario per l'emergenza rifiuti di individuare quattro impianti dove destinare la spazzatura di Roma.

Secondo il piano, gli impianti che dovevano ricevere i rifiuti romani, evitando così l'emergenza della capitale, erano quelli di Albano laziale (Roma), Viterbo, Colfelice e Castelforte (Latina).

Ma tali impianti "denotano un insufficiente e lacunoso esame dei presupposti". Il Tar del Lazio accoglie così le richieste del Comune di Albano Laziale, della società Saf (Società Ambiente Frosinone), della Provincia di Frosinone e dell'Unione dei Comuni Antica Terra di Lavoro.

Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, commenta così la sospensione del suo decreto sui rifiuti ad opera del Tar del Lazio:

"Ricorrerò immediatamente al Consiglio di Stato, ma nello stesso tempo trasmetterò tutti gli atti, compreso l'ordinanza del Tar, alla Procura della Repubblica di Roma. Non posso credere che il Tar ha consapevolmente deliberato di proseguire in una pratica sanzionata da una procedura di infrazione comunitaria e contraria alla legge".

Il sindaco Alemanno, aggiunge:

"La decisione dei giudici amministrativi del Tar che sospende il decreto ministeriale con il quale si imponeva il trattamento dei rifiuti a Colfelice, rappresenta motivo di grande preoccupazione per l'Amministrazione capitolina.

Il Ministro Clini ha già spiegato le ragioni tecniche che hanno motivato l'emanazione del decreto; per parte nostra, la Giunta ha recentemente deliberato che i rifiuti di Roma, Ciampino e Città del Vaticano, dopo il trattamento negli impianti laziali, siano smaltiti nel comprensorio di Roma Capitale e non nei territori dove sono collocati tali impianti.

Gli sforzi per aumentare la raccolta differenziata che l'Amministrazione ha messo in campo per raggiungere l'obiettivo di legge e l'impegno dei cittadini per differenziare i rifiuti, rischiano di essere vanificati dalla decisione del Tar che non tiene evidentemente conto della complessità della situazione e della mancanza di alternative alle soluzioni individuate dal Patto per Roma e dal successivo decreto ministeriale".

Foto | © Getty Images

  • shares
  • Mail