La settimana dei Municipi. Il fuoco incrociato della politica

Polemiche a go go, accuse reciproche. Si avvicinano le elezioni comunali e regionali e la cosa si fa sentire nella rassegna della settimana dei Municipi di Roma, nelle notizie provenienti dai consigli municipali e dalle presidenze. L'occasione è buona chiaramente per mettere in luce ciò che non va o non è andato in passato, per rispolverare scelte penalizzanti per i cittadini, e chi più ne ha più ne metta.

Il pericolo chiaramente è quello di strumentalizzare il confronto politico, dimenticando i “veri” problemi, come quello di un'adeguata risposta all'emergenza sfratti, ad esempio (l'ultimo, molto pesante, sulle spalle di una vedova e del figlio studente impossibilitati a sostenere un aumento pesante del canone di affitto, è stato quello a via Righelli). "L'annuncio del presidente del Municipio XII, Calzetta, che 'la raccolta differenziata porta a porta sbarca in tutto il municipio XII', e' una notizia di plastica, proprio come le promesse elettorali di Berlusconi”, attacca ad esempio Andrea Santoro, coordinatore Pd del Municipio XII, parlando di “spot elettorale poco credibile”, a riguardo.

Lo stesso Calzetta dal canto suo sostiene con energia la candidatura di Antonello Aurigemma alla Regione Lazio, con la sua “attenzione già manifestata per il tema del lavoro, accompagnata da una sensibilità particolare per gli aspetti della formazione e del dialogo con il mondo della scuola”.

Nel Municipio XVII invece Luca Aubert, capogruppo Pdl, ne approfitta per una stoccata alla presidente De Giusti, alla quale chiede le dimissioni, citando il fatto che “in tempi di crisi come gli attuali, nessuna delle associazioni culturali presenti sul territorio, sempre attive con numerosi progetti, non abbiano risposto al bando emanato dal municipio per celebrare, in allegria, il prossimo martedì grasso”.

Fatto, attacca, "lapalissiano dello stato di latitanza totale della giunta municipale e della sua presidente De Giusti... evidentemente anche la fiducia del settore culturale ha abbandonato la presidente, la quale dovrebbe prendere atto della situazione e dimettersi, per dimostrare senso civico e rispetto per i cittadini".

Per chiedere le dimissioni di De Giusti è anche partita una raccolta di firme, che lo stesso Aubert annuncia sia stata indetta davanti l'ingresso del mercato Trionfale, “al fine di elaborare una mozione, per richiedere in maniera ufficiale le predette dimissioni”.

"Vogliono che mi dimetta contravvenendo comunque a quanto prevede la norma ma, non permetterò che i cittadini risentano del vuoto che resterebbe cosi da far tornare sui nostri territori l'illegalità come sta accadendo in questi giorni con il ritorno dei parcheggiatori abusi a Piazzale Clodio”, ribatte De Giusti.

Il problema in effetti non è da poco, spiega: “Dopo infatti una lotta senza confini per liberare il Piazzale dai parcheggiatori che mettevano fortemente a repentaglio la sicurezza delle persone, tra l'altro in una zona dove la sicurezza dovrebbe essere assolutamente garantita per la presenza del Tribunale, il Comune , con una miopia imbarazzante, ha tolto le colonnine e la sosta tariffata a Piazzale Clodio ai lati della Panoramica cosi da consentire il ritorno selvaggio dell'abusivismo”.

E la decisione è conseguente: “Non lascerò i miei cittadini preda di azioni illegali rimanendo con le mani ferme di fronte ad atti sconsiderati . Mi dispiace per il Sindaco ma fino alla fine del mio mandato resto a tutelare il territorio che ho amministrato e continuo ad amministrare con il cervello e il cuore; spero per i cittadini romani che Roma Capitale con l'ultima Giunta faccia altrettanto".

Sulle mancate dimissioni di minisindaci in corsa per la Regione Lazio interviene anche Marco Marsilio, portavoce della coalizione di centrodestra alla Regione Lazio. "Il segretario del Pd romano, Marco Miccoli, dopo aver invocato a voce alta le dimissioni degli assessori comunali candidati alla Regione, ora sta bello zitto di fronte ai presidenti di Municipio che, nelle stesse condizioni, restano incollati alle loro poltrone”, attacca.

A sua volta, il gruppo del Pd del Municipio XX di Roma spiega che il Pdl non ha più i numeri per governare: “con 12 voti favorevoli sono state respinte le osservazioni al Piano di Assetto del Parco di Veio”, una “ sconfitta che risulta essere pesante e drammatica per un PDL che non solo non ha argomenti, ma che ora non dispone nemmeno dei numeri".

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